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Reti ferroviarie, il 90% non sono controllate: la replica di RFI e ASNF

I dati di chi ha portato avanti l'inchiesta vengono definiti falsi, fuorvianti e non tutti provenienti da ANSF come presupposto.

RFI ANSF

Botta e risposta tra Business Insider Italia (BII), la Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF). La prima sostiene che il 90% dei ponti, viadotti, gallerie, e altre opere presenti sul suolo nazionale non sia sottoposto agli adeguati controlli. Le altre due insorgono parlando di dati falsi e fuorvianti.

L’accusa di BII a RFI e ANSF

L’agenzia ha sostenuto di aver avuto acesso al report segreto dell’ANSF sulla gestione delle opere civili risalente allo scorso 11 febbraio 2019. Nella relazone ci sarebe stato scritto che soltanto il 10% di ponti, viadotti, strade e gallerie è sottoposto a controli e ispezioni. “Un dato che non lascia per nulla tranquilli e che evidenzia un parallelo con la mancanza di manutenzione della rete autostradale venuta alla luce dopo il crollo del ponte Morandi“, scrive.

Il report metterebbe nero su bianco che diversi esami sono effettuati solo a vista, senza controlli più specifici sulle parti strutturali delle singole opere.

Si aggiungano poi le visite che non risultano svolte secondo periodicità prevista e quelle effettuate da personale di preparazione non sempre adeguata. Senza dimenticare i casi in cui la rappresentazione delle attività di controllo periodico registrate nel sistema informatico non è del tutto coerente con quella reale.

La replica di RFI

L’Ufficio stampa della Rete Ferroviaria Italiana sostiene invece che i controlli siano effettuati sul 100% delle opere, e che quelli di cui parla BII non sono le visite ordinarie ma le visite generali che vengono effettuate ogni 6 anni. Replica inoltre che il personale che svolge le ispezioni è sempre formato e dotato dell’abilitazione e dell’esperienza necessarie. E aggiunge di avvalersi di un sistema informatico innovativo che verifica in tempo reale la coerenza di tutte le informazioni.

La replica di ANSF

L’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria sostiene che a lei non spetti il compito effettuare collaudi, misurazioni e verifiche in maniera diretta ma soltanto quello di verificare che tali attività siano correttamente previste e svolte dai soggetti vigilati, tra cui RFI.

Accusa poi BBI di avvalersi di riferimenti errati e non tutti provenienti dal report di ANSF come invece presupposto. Lamenta comunque la scarsità del numero di risorse umane attualmente operanti nell’Agenzia, a cui stanno in parte rimediando con procedure di coordinamento tra settori diversi.


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