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Ergastolo ostativo, i boss mafiosi che potrebbero chiedere i permessi premio

Tra gli oltre mille mafiosi condannati all'ergastolo ostativo figurano capiclan come Giovanni Riina, Michele Zagaria e Francesco Schiavone.

mafiosi scarcerati attesa giudizio

Fa discutere la sentenza della Corte costituzionale che, come già avvenuto alla CEDU, ha dichiarato parzialmente illegittimo l’ergastolo ostativo, la condanna riservata ai condannati per reati di particolare gravità, come terrorismo e crimini di mafia. La Consulta ha stabilito che anche questa categoria di detenuti ha il diritto a chiedere i permessi premio, alla pari dei condannati all’ergastolo “semplice” (richiesta che verrà poi accolta o respinta dai giudici chiamati a esaminare il caso).

Secondo le prime stime, sarebbero oltre mille i mafiosi destinati all’ergastolo ostativo e potenziali destinatari dei permessi.

Boss mafiosi condannati all’ergastolo ostativo

Si parla di 1.106 uomini e donne attualmente dietro le sbarre per crimini connessi alla mafia. Tra questi ci sono svariati boss, come Giovanni Riina (figlio di Totò), Michele Zagaria e Francesco Schiavone detto Sandokan (boss casalesi), Domenico e Girolamo Molè (a capo delle ‘ndrine di Gioia Tauro), Salvatore Cannizzato e Pietro Pavone.

La possibilità di chiedere permessi premio potrebbe essere applicata anche ai condannati a pene minori che non hanno collaborato con la giustizia e a cui per questo, fino a ora, tale eventualità era negata.

La sentenza della Consulta

La parziale incostituzionalità dell’ergastolo ostativo è stata sancita dalla sentenza della Corte costituzionale con 8 voti a favore e 7 contrari. Ai detenuti sarà possibile chiedere permessi premio pur non avendo collaborato con la giustizia.

La richiesta sarà però vincolata da tre requisiti: la piena prova di partecipazione al percorso rieducativo all’interno del penitenziario; l’esclusione dell’attualità della partecipazione all’associazione criminale; il mancato pericolo di ripristino dei collegamenti con suddetta associazione.

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