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Omicidio Luca Sacchi, parla la fidanzata: “Gli ha sparato alla testa”

In seguito all'omicidio di Luca Sacchi parla la fidanzata Anastasia, aggredita anche lei dai due malviventi che le hanno portato via il suo ragazzo.

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Emergono nuovi particolari in merito alla vicenda dell’omicidio di Luca Sacchi, il 25enne ucciso con un colpo di pistola la sera del 23 ottobre mentre stava cercando di difendere la sua fidanzata da un tentativo di rapina. È proprio la ragazza di Sacchi, Anastasia Kylemnyk, a raccontare il suo punto di vista riguardo quei tragici attimi che le hanno portato via l’uomo con il quale stava assieme da tre anni.

Omicidio Luca Sacchi, parla la fidanzata

Nel ricostruire l’accaduto, la fidanzata di Luca Sacchi racconta le modalità dell’aggressione: “Eravamo appena usciti dal pub. Mi sono sentita strattonare da dietro, mi hanno detto: ‘dacci la borsa’. Gliela stavo consegnando quando mi hanno colpito con una mazza”. A questo segue l’intervento del 25enne, che però non poteva immaginarsi che gli aggressori estraessero un’arma da fuoco: “È intervenuto Luca che ha reagito bloccando il ragazzo che mi aveva aggredito, ma poi è intervenuto l’altro aggressore che gli ha sparato alla testa”.

Anastasia, di origine ucraina ma residente a Roma, è tuttora sotto shock dopo quanto accaduto, come spiega anche un amico di famiglia di Luca: “L’ho incontrata un attimo.

Ha detto che lei era a terra e hanno sparato a Luca davanti ai suoi occhi. È sconvolta, è una tragedia enorme. Luca naturalmente ha reagito. Certo non pensava che tirassero fuori la pistola”. Subito dopo l’aggressione, i due ragazzi erano stati entrambi ricoverati all’ospedale San Giovanni dove però purtroppo Luca non ce l’ha fatta.

Il commento degli amici

Senza parole anche gli amici del ragazzo riunitisi davanti all’ospedale: È stata peggio di un’esecuzione. Sparare alla testa a bruciapelo, uccidere per uno zainetto è assurdo. È una tragedia enorme”. Dello stesso tono anche il padre di un amico d’infanzia di Luca, che non si capacita di come possa essere accaduta una tragedia simile: “Conoscevo Luca da quando era piccolo. È cresciuto con mio figlio.

Non ho avuto il coraggio di guardare negli occhi la madre. Immagino il dolore. Pensare che un figlio esca di casa con la ragazza e non vederlo tornare più è una cosa terribile”.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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