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Promemoria Auschwitz, il Comune di Predappio nega i fondi: “È di parte”

Il sindaco di Predappio ha chiesto che il Treno della Memoria non vada solo ad Auschwitz ma anche al Muro di Berlino e alle Foibe.

predappio auschwitz fondi
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Chi nega l’esistenza di un’emergenza razzismo e il dilagare di un sentimento nostalgico verso il Ventennio, che esce dalle frange estremiste per contagiare anche gli ambienti della destra cosiddetta “moderata”, dimentica forse i casi recenti che (dai cori a Mario Balotelli alla scorta a Liliana Segre, fino alla bimba discriminata su un bus ad Alessandria) raccontano di un Paese sempre meno tollerante e sempre più dimentico del proprio passato, anche recente. L’ultimo episodio è avvenuto a Predappio (già tristemente noto per la maglietta “Auschwuitzland”), dove le autorità comunali hanno negato i fondi per il progetto “Promemoria Auschwitz – Treno della Memoria”, accusandolo di essere “di parte”.

Auschwitz, Predappio nega i fondi

La notizia è stata diffusa dall’Associazione GenerAzioni in Comune, che si è offerta di coprire la quota mancante (pari a 370 euro) dopo il dietrofront dell’amministrazione comunale. In un comunicato dell’Associazione si legge: “Il Comune di Predappio nega un contributo alla partecipazione di ragazzi predappiesi al progetto ‘Promemoria Auschwitz – Treno della Memoria’” asserendo che il suddetto treno non è sufficientemente imparziale nella ricostruzione della storia.

Obiettivo del progetto è consentire agli studenti del paese che ha dato i natali a Benito Mussolini di toccare con mano quanto accaduto nei campi di sterminio e di avere una migliore e più diretta conoscenza dell’orrore messo in atto da nazisti e fascisti.

Sono due i giovani predappiesi che vi hanno aderito nel 2019. Il loro viaggio sarebbe dovuto essere finanziato in parte da Anpi Forlì-Cesena e in parte dall’amministrazione locale, che però si è tirata indietro.


La replica del Comune

“Non siamo contrari” all’iniziativa, ha precisato il sindaco Roberto Canali. Ma il sostegno del Comune ci sarà soltanto quando “i Treni della Memoria andranno in tutte le direzioni e si fermeranno anche presso altri luoghi di oppressione del Novecento. Per esempio, il Muro di Berlino e le Foibe. La storia va conosciuta tutta”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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