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Asili nido gratis, ma in Italia c’è posto per un bimbo su 3

Prima ancora dell'accesso gratis agli asili nido, l'Italia deve risolvere il problema di garantire la disponibilità in tutte le regioni.

asili nido gratis situazione in italia
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A parlare di asili nido gratis per gran parte delle famiglie italiane è stato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, nei giorni critici che precedono la definitiva approvazione della manovra economica 2020. Il numero uno di via XX Settembre si dice ottimista e sicuro di poter contare su un risparmio di 38,5 miliardi di euro nel prossimo quadriennio, derivante dall’abbassamento dello spread, che consentirà di investire in provvedimenti family friendly come quello proposto il 12 novembre. Ma, prima ancora di garantire la gratuità, l’Italia deve risolvere un altro problema: quello della carenza di posti disponibili per accogliere tutti i bambini.

Asili nido gratis? La situazione in Italia

Le stime relative alla situazione italiana sono stati diffusi dall’ESDE, il Rapporto Employment and Social Developements in Europe. Attraverso i cosiddetti obiettivi di Barcellona, l’Unione Europea si è prefissata di garantire l’accesso agli asili nido ad almeno il 33% dei bambini al di sotto dei 3 anni in tutti i Paesi membri.

Ma l’Italia “è in ritardo”, spiega Stefano Sacchi, presidente dell’Inapp (l’Istituto Nazionale per le Analisi delle Politiche Pubbliche). Nel nostro Paese (dati aggiornati al 2019) due bambini su tre non hanno accesso agli asili nido.

Divario tra Nord e Sud

Sacchi sottolinea inoltre la disparità dell’offerta dei servizi tra le diverse aree della penisola: “Se al Nord il problema è soprattutto di costi elevati dell’asilo nido, in buona parte del Mezzogiorno il problema è la carenza di posti”, a prescindere dalla gratuità. Si va dal 40% della Valle d’Aosta al 6,7% in Campania. Sono sei le regioni al di sotto della media nazionale (fissata al 21,7%). Ma si registra disparità anche all’interno delle stesse città. A Roma, accanto a zone con una copertura estremamente elevata (95% all’Eur), si trovano quartieri in cui l’offerta crolla, fino al 7% a Ostia Nord.

C’è eterogeneità anche per quanto riguarda l’accessibilità economica.

In Alto Adige la media delle spese per famiglia per la retta dell’asilo nido è di 472 euro (ma è anche la regione con il maggior numero di agevolazioni fiscali per i genitori). Il record assoluto si registra a Lecco, in Lombardia, con una media di 515 euro. Al Sud calano i costi (169 euro in Molise) ma diminuiscono parallelamente anche l’offerta e le agevolazioni.


Obiettivi di Barcellona: cosa prevedono

Gli obiettivi di Barcellona sono stati stilati nel 2002 dal Consiglio europeo riunito nella capitale catalana. Sono due i target fondamentali: garantire l’accesso all’asilo nido ad almeno il 33% di bambini sotto i 3 anni e offrire istruzione ad almeno il 90% dei minori di età compresa tra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico stabilita dalla legge in vigore nel Paese.

L’obiettivo del 33% è entrato a far parte anche della normativa nazionale con il decreto 65 del 2017, all’articolo 4.

Per quanto riguarda l’istruzione al di sopra dei 3 anni, l’Italia si colloca tra le 12 nazioni “virtuose”: con una percentuale del 92,6% (dati di Eurostat aggiornati al 2016) supera la media europea di 6 punti.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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