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Manfredonia, arrestato medico per violenze sessuali sulle pazienti

Proseguono le indagini volte ad accertare la responsabilità del medico arrestato per violenze sessuali a Manfredonia durante l'attività lavorativa.

Grave, gravissimo episodio si è registrato a Manfredonia dove un medico è stato arrestato per violenze sessuali sulle proprie pazienti all’interno dell’ospedale. Qualcosa da condannare non solo a livello penale, ma anche a livello mediatico qualora la notizia dovesse essere confermate dalle competenti autorità giurisdizionali.

Manfredonia, arrestato medico per violenze sessuali

Nella giornata di giovedì 14 novembre un medico di 65 anni è stato posto ai domiciliari con relativo divieto di esercitare la professione per la durata di sei mesi, dopo le denunce sporte con l’accusa di violenze sessuali sulle proprie pazienti. L’ordinanza è stata emesse nelle ultime ore dal Gip del tribunale di Foggia. Il medico, Nicola Bisceglia, è un dirigente in servizio all’ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia. Gli episodi risalgono (da un punto di vista prettamente temporale) tra il 2004 e il 2019: più precisamente, uno nel 2004, uno nel 2005, due nel 2017 e uno nel 2019.

Da quel che risulta, il medico diagnosticava patologie non presenti nelle proprie pazienti invitandole a spogliarsi per effettuare le visite mediante l’utilizzo dell’ecografo. In questo frangente di tempo il dottor Bisceglia abusava sessualmente delle predette. Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata da una sola paziente al Commissariato di Polizia di Manfredonia. Le vittime avevano tra i 30 e i 40 anni.

L’aggravante per gli abusi del medico

Qualora il fatto dovesse essere confermato dalle competenti autorità giurisdizionali, siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, il medico sarebbe penalmente sanzionabile. Ma c’è di più: perché, nel suddetto caso specifico, ci sarebbe l’aggravante che il fatto contestato sarebbe stato commesso da un dipendente di pubblico servizio nella prestazione della propria attività professionale.

Non è assolutamente detto, poi, che le vittime siano solo le 5 pazienti mostratesi ad oggi.


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