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Strage di Corinaldo, Paolo: “Devo sopravvivere per i miei figli”

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Ad un anno di distanza dalla notte del 7 dicembre, Paolo Curi racconta cosa è successo nella strage di Corinaldo e come è cambiata la sua vita.

paolo strage corinaldo
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Paolo Curi ricorda (in un racconto per Fanpage) la moglie Eleonora Girolimini morta nella Strage di Corinaldo: la donna di 39 anni perse la vita insieme ad altri 5 minorenni. I due coniugi avevano accompagnato la figlia di 12 anni al concerto di Sfera Ebbasta che si sarebbe svolto nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018. Ad un anno di distanza Paolo ricorda cosa è accaduto la notte in cui ha perso la moglie. Ad oggi, infatti, “ho dovuto riorganizzare completamente la mia vita – ha confessato l’uomo -. Sono da solo con 4 figli e non posso permettermi di crogiolarmi nel dolore”. Nella giornata della tragedia, inoltre, “festeggiavamo 11 anni di matrimonio ha raccontato Paolo -, ma stavamo insieme da 16 anni.

Eravamo migliori amici. Quando eravamo insieme non mi spaventava niente. E ora devo sopravvivere per i miei figli“.

Strage Corinaldo, il ricordo di Paolo

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018 nel locale Lanterna Azzurra doveva andare in scena il concerto di Sfera Ebbasta. La discoteca era molto affollata e ciò che è accaduto non se lo aspettava nessuno. Purtroppo, infatti, quella notte verrà ricordata come la strage di Corinaldo, nella quale persero la vita sei persone. Tra le vittime c’è anche Eleonora Girolimini, la moglie di Paolo Curi e mamma di quattro bambini. Da quel giorno la vita dell’uomo è cambiata completamente, come lui stesso ha raccontato ai giornalisti. Quella sera Paolo ed Eleonora avevano accompagnato la figlia di 12 anni al concerto, “era il nostro undicesimo anniversario di matrimonio” ha spiegato l’uomo.

“Sul biglietto c’era scritto ‘inizio: orario 22:05‘.

Io mi soffermo molto su questo particolare, che mi ha cambiato la vita” ha confessato Paolo. Quella sera, inoltre, andava in onda anche la partita Juventus-Inter. “Mia moglie – ha proseguito – alle 9 e 45 mi aveva detto di uscire, non mi ha neanche fatto finire di vedere la partita. Siamo arrivati lì alle 10 e non c’era nessuno, nessun concerto, niente. Ci hanno lasciato fuori fino alle 11 e mezzo, poi mano mano iniziava ad arrivare qualcuno. Consapevoli di ciò che andavamo a fare, che era una serata in discoteca, non era un concerto”. Ma ciò che è successo dopo ha sconvolto tutti.

La strana puzza

Nonostante fosse previsto un concerto, quello che in realtà c’era nel locale era tutt’altro.

“Ci siamo guardati io e mia moglie e abbiamo deciso di restare visto che eravamo già lì. Di colpo però la gente ha cominciato ad aumentare. Ci siamo resi subito conto che quel posto non era sicuro, con tutti quei ragazzini che fumavano al chiuso, girava tanto alcol quando l’età media era compresa tra i 14 e i 15 anni”. Ad un tratto, ricorda Paolo, “si è sentito questo forte odore, era intorno a mezzanotte e quaranta. Io non ballando ero molto vicino all’uscita di sicurezza e quindi mi son trovato fuori senza neanche muovere le gambe. Mi hanno spinto, ma non ho mai avuto la sensazione di cascare, perché forse ero tra quelli che si trovavamo più avanti.

Sentivo solo la gente dietro che urlava“.

“Mia moglie e Gemma che si trovavano qualche metro più indietro sono rimaste in questo tappo – ha detto ancora l’uomo -. Io neanche sapevo dove fossero precisamente”. “Io credevo che la persona più a rischio fosse la piccolina. Invece no. Eleonora era a terra, un signore ha provato a farle il massaggio cardiaco, poi mi hanno allontanato, avevo perso la lucidità, non rispondevo più a niente, ero proprio fuori di testa. Io sapevo dentro di me che fosse morta ma non ho avuto conferma fino alle 4 del mattino. Mi sono buttato per terra, ho provato a prendere una pistola della polizia, chiedevo che mi sparassero, ho dato di matto in quelle quattro ore. La giusta informazione mi avrebbe salvato la vita”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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