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Omicidio Sacchi: arrestato il padre di Marcello De Propris

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Omicidio Sacchi: arrestato l'uomo che avrebbe fornito l'arma per uccidere Luca Sacchi. Crolla la posizione di Anastasiya: "Dichiarazioni lacunose".

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Omicidio Sacchi, arrestato a Roma il padre di Marcello De Propris, l’uomo che avrebbe fornito l’arma che ha ucciso il giovane romano. Quest’ultimo, in carcere dal 29 novembre per altri reati, è ora accusato di detenzione illegale di arma da fuoco.

Omicidio Sacchi, nuovo arresto

Roma. Si aggrava il quadro giudiziario del padre di Marcello De Propris, il giovane accusato di aver fornito l’arma a Valerio Del Grosso con cui Luca Sacchi è stato ucciso lo scorso 23 ottobre. Armando De Propris, già in carcere per droga, è stato accusato di detenzione illegale di arma da fuoco, ricevendo così un’ordinanza di custodia cautelare per il possesso dell’arma del delitto. Sarebbe stato lui, infatti, a fornire al figlio la pistola usata nell’omicidio. Per Armando era stato chiesto, lo scorso 29 novembre, il carcere, ma per ‘una mancanza dei gravi indizi di colpevolezza’, il gip aveva respinto la richiesta.

Alla luce delle nuove rivelazioni investigative, la posizione dell’uomo cambia di prospettiva. L’arma da fuoco, non ancora ritrovata, secondo alcune intercettazioni potrebbe essere stata riconsegnata proprio a Marcello De Propris: Valerio Del Grosso, che ha condotto i Carabinieri nel luogo dove ha gettato la mazza usata per colpire Luca e Anastasiya – e dove ha inoltre abbandonato i loro effetti personali – non ha fornito ulteriori dettagli sulla pistola.

La revoca ad Anastasiya

Respinta la richiesta del difensore di Anastasiya Kylemnyk di revoca delle firme dell’assistita, decisione comunicata nella giornata di giovedì 12 dicembre dal gip Costantino De Robbio. Secondo quest’ultimo, le dichiarazioni della ragazza sarebbero: “lacunose, inverosimili e in più punti scarsamente plausibili”. E quali sarebbero crollate dopo le dichiarazioni di Domenico Munoz, che avrebbe fatto cadere il velo di omertà del gruppetto romano.

“Non sapevo di avere nello zaino 70mila euro”, frase dichiarata durante l’interrogatorio, non reggerebbe più, e per De Robbio: “il quadro indiziario e cautelare resta grave e non può essere scalfito dalle dichiarazioni inidonee della Kylemnyk, un soggetto interessato e non obbligato a rispondere dicendo la verità”.

Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.


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Lavinia Nocelli

Nata a Senigallia, classe 1994, è laureata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ha frequentato l'Ecole Supérieur de Journalisme. Oltre che con Notizie.it, collabora con Waamoz.

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