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Sardine a Roma, Mattia Santori: “Diversità è ricchezza, non minaccia”

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Sardine a Roma: i manifestanti cantano "Bella Ciao" e accolgono Pietro Bartolo, medico di Lampedusa

sardine a Roma
sardine a Roma

Dopo settimane e le maggiori piazze italiane riempite, le sardine lanciano la loro sfida più grande: riempire piazza San Giovanni a Roma. Domenica 15 dicembre si riunirà il “congressino” dei 160 promotori delle piazze per decidere il futuro del movimento “che non diventerà un partito” rassicurano, mentre alle 15 di sabato 14 dicembre centinaia di sardine a Roma hanno manifestato contro le politiche migratorie.

Lo slogan è “Rimaniamo umani”. In coro hanno cantato “Bella Ciao”. Poi le voci si uniscono in un unico grido: “Ora per sempre resistenza” e “Roma non si lega”. Gli organizzatori della manifestazione hanno letto i primi 3 articoli della Costituzione italiana, poi il decimo e il ventunesimo. Una delle ideatrici non nasconde delle sue origini: “Io sono musulmana, io sono figlia di due palestinesi”. E ancora: “Salvini e la Meloni non saranno contenti di vedere questa bellissima piazza così gremita di gente.

A loro e a tutti coloro che vogliono riaprire le pagine nere del passato diciamo che non ve lo permetteremo mai. Non calpesterete la Costituzione, meno male che c’è lei a proteggerci”. “Siamo i partigiani del 2020”, fa eco un suo compagno. Gli organizzatori si oppongo a una politica che mette in atto “leggi discriminatorie, differenzia cittadini di serie A e B. Nella politica, che è fatta anche di sentimenti, domina l’odio”.

Ospite d’eccezione il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, le cui parole d’ordine sono “Umanità, solidarietà, accoglienza”. Alla manifestazione delle sardine nella Capitale è intervenuta anche Giulia Linardi, attivista della Sea Watch.

sardine a Roma

Il discorso di Pietro Bartolo

Un intervento d’eccezione quello di Pietro Bartolo, che di fronte alle tante sardine ha detto: “Ecco la bella Italia, sono felice di vedere che siete così in tanti.

Io ho fatto il pescatore prima di fare il medico. So cosa significa stare in mezzo al mare. Ho pescato tante sardine e ora sono in mezzo a un banco e corpo unico. La sardina è un pesce povero ma che fa bene alla salute: noi vogliamo che gli altri stiano bene”.

Accolto da calorosi applausi, ha aggiunto: “Io sono stato eletto nel Parlamento europeo per difendere i diritti dei migranti, ora trattati come alieni e mostri.

Ne ho visti tanti, più 350mila nei miei 30 anni di attività in quell’isola straordinaria. Si tratta di persone normali. Questo banco vuole che il resto del mondo stia bene. Quando una parte dell’umanità sta male, il resto dell’umanità sta male, come il nostro corpo. A chi semina odio, paura, terrore: l’Italia siamo noi, quell’Italia bella che non vuole che nessuno resti indietro. Siamo contro odio, disuguaglianza e discriminazioni“. “Restiamo umani”, è lo slogan che da diverso tempo è stato lanciato dal medico siciliano.

“Dobbiamo resistere e difendere la nostra Costituzione, per la quale sono morti in molti. Dobbiamo salvare con le unghie e con i denti la nostra democrazia e la nostra Europa. Io sono qui proprio per portare questo messaggio: la politica, di cui io faccio parte grazie ai voti delle sardine, è quella fatta con passione”, è l’appello che fa alle sardine.

Attacchi ai nemici delle sardine

“Io credo nella buona politica, la politica fatta di servizi. Basta bugie, soprattutto nei confronti di queste persone che arrivano dal mare. Abbiamo la responsabilità di accoglierli e farli interagire e integrare. Non c’è invasione né portano malattie: basta bugie”, ribadisce. Quindi ha precisato: “Io li ho accolti e abbracciati: non portano nessuna malattia, non mi sono mai ammalato. Mi viene naturale abbracciarli dopo tutte le sofferenze che hanno vissuto. Non è vero che sono terroristi, prostitute e delinquenti. Ma questo ha alimentato odio. Chi non conosce il mondo dell’immigrazione crede a chi dice che li salveranno. Accoglienza, fratellanza, amore, rispetto per il diritto umano, per lo stato di diritto: sono questi i valori a cui crediamo noi sardine”.

Non mancano le stoccate a Salvini e ai suoi: “Forse qualcuno lavora solo alcuni giorni o addirittura non si presenta al Parlamento europeo, ma io lavoro giorno e notte“.

La strada dell’umanità

Bartolo crede nell’Europa unita e che “metta al centro la persona”. E ancora: “Va fatto anche in Italia: dobbiamo raggiungere, insieme, questo obiettivo. Non dobbiamo essere l’Italia delle disuguaglianze, facendo diventare un problema quello che un problema non è: l’immigrazione”.

I suoi toni sono fermi e decisi: “I veri problemi sono la disoccupazione e l’emigrazione, i tanti giovani che vanno via per colpa nostra, a cui non abbiamo dato alcuna sicurezza per restare. La strada giusta è quella dell’umanità, che conduca verso un futuro migliore, come attenzione per i cambiamenti climatici e lotta alla povertà. Io sono con voi e lo sarò sempre“.

L’intervento di Luce

“Essere trans nel nostro paese non è facile, è ancora il paese che ha il maggior numero di vittime transessuali. Veniamo associate al mondo della prostituzione e purtroppo molte di noi ne sono costrette perché la nostra società ci bullizza”, comincia così il discorso di Luce, una transessuale salita sul palco delle sardine a Roma prima dell’intervento del bolognese Mattia Santori, ideatore dell’intero movimento.

“A 17 anni mi sono dichiarata. Mi trovavo in una situazione difficile: avevo perso il papà, mia madre si era ammalata, docenti e compagni mi denigravano. Pur di accontentare i miei affetti, ho represso la mia natura finendo persino in ospedale. Rischiavo di non avere amici né famiglia, ma ho scelto la luce e oggi attraverso l’attivismo aiuto i più deboli. Io sono Luce, sono una figlia, sono sorella, sono una trans. Orgogliosamente”, è la frecciatina con cui ha concluso il suo discorso.

Poi Mattia Santori, il primo organizzatore, ha tenuto a ricordare che quella delle sardine è una partecipazione spontanea: “I manifestanti sono venuti fin qui di tasca propria”. Quindi ha ricordato le altre 25 città europee che sono scese in piazza per manifestare. 9, invece, le città italiane. “È un’onda che non si ferma, che va dalla Sicilia al Piemonte”.

Le proposte delle Sardine

Durante il discorso di Mattia Santori vengono delineate le proposte delle sardine. Con ironia e tra una battuta e l’altra ha richiamato l’attenzione delle sardine, dichiarando: “Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali per fare politica invece di fare campagna elettorale permanentemente”. “Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente sui canali istituzionali”, ha aggiunto Santori forse ignaro del fatto che i social sono delle vie privilegiate sui quali tutti i politici, di qualsiasi fede politica, amano parlare.

E ancora: “Pretendiamo trasparenza nell’uso che i politici fanno dei social network, sia economica sia comunicativa”. “Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicina alla verità, traducendo tutto questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti”, è l’invito alla stampa riferendosi all’impegno delle sardine che scendono in piazza. Il quinto punto recita: “Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma”. Sul momento Mattia Santori ha aggiunto: “La violenza verbale è equiparabile alla violenza fisica”. Tra gli applausi della folla che lo acclama, Santori ha espresso l’ultima pretesa delle sardine: “Chiediamo di ripensare il decreto sicurezza. C’è bisogno di leggi che non mettano al centro la paura, ma il desiderio di mettere al centro una società inclusiva, che veda la diversità come ricchezza e non come minaccia”.

Quindi ha concluso: “Noi alle istituzioni vogliamo crederci e ci auguriamo che con il nostro contributo di cittadini la politica possa migliorarsi. La piazza di oggi è partecipazione e la partecipazione è politica. Quindi voi oggi state facendo politica”.

Sardine a Roma

Per il flashmob in programma questo pomeriggio sono imponenti le misure messe in campo dalle autorità romane. In Piazza San Giovanni è stato istituito il divieto di sosta per tutto il giorno, mentre dalle 13 sarà sospesa la postazione taxi. Alcuni autobus subiranno variazioni di percorso e in caso di grande affluenza, potrebbero essere deviate altre linee al momento non interessate dalle variazioni. La fermata metro di Piazza san Giovanni è aperta fino alle ore 16. In piazza si attendono oltre cento mila persone per la prova del nove definitiva del movimento.

“No a proposte politiche”

A parlare del dopo San Giovanni è stato Mattia Sartori in conferenza stampa: “Non usciranno proposte politiche” ha detto parlando del congresso previsto per domenica. “Il nostro non sarà un congresso di partito dove si decidono leader e linee programmatiche. Il messaggio sarà quello di tornare sui territori con due parole d’ordine: innovare la narrazione e coinvolgere le persone. Dovremo darci una struttura perché l’obiettivo è essere un corpo intermedio tra la politica e la società civile attiva“. “Siamo a favore della democrazia, siamo antifascisti, a favore della diversità di genere e anti-omofobi” ha concluso.

Il commento di Conte

Il presidente del Consiglio, nel rispondere alle domande dei giornalisti a Bruxelles ha parlato anche delle sardine: “Un movimento che mi procura simpatia, c’è voglia di partecipazione. Non vedo perché dovremmo essere preoccupati per queste manifestazioni” ha detto. “Incontrarli? Se vorranno io sono a disposizione, ma c’è molto rispetto da parte mia, non mi spingo io a propormi perché potrei essere frainteso, come un tentativo di mettere il cappello“.

Casapound: “Non ci saremo”

No, non andremo a cantare Bella Ciao…Non ci interessa“. Con queste parole Casapound ha annunciato su Twitter la non partecipazione alla grande manifestazione di oggi in Piazza San Giovanni. “Non andremo. Quello delle sardine è un vuoto pneumatico che non può essere riempito con nessuna buona idea. Pappagalli del Bella Ciao, state bene così” ha twittato Simone Di Stefano, che ha aggiunto: “Questa piazza non va da nessuna parte: vorrebbe essere nuova, frizzante e fresca, ma si riduce a cantare. Non ci interessa“.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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