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Detenuta uccise i due figli a Rebibbia: assolta per infermità mentale

È stata assolta per vizio totale di mente la detenuta che nel settembre del 2018 uccise i suoi due figli all'interno del carcere romano di Rebibbia.

detenuto falange agente

È stata giudicata non colpevole la detenuta tedesca che il 18 settembre del 2018 uccise i suoi due figli scaraventandoli dalla tromba delle scale del carcere di Rebibbia, a Roma. La giudice dell’udienza preliminare Anna Maria Gavoni ha infatti assolto Alice Sebesta dal reato di duplice omicidio per vizio totale di mente, non essendo la donna in quel momento capace di intendere e di volere.

La Sebesta dovrà tuttavia trascorrere i prossimi quindici anni in una struttura sanitaria di sicurezza per detenuti affetti da disturbi mentali.

Detenuta uccise figli a Rebibbia: assolta

La sentenza è stata emessa nella giornata del 17 dicembre alla fine del processo svoltosi con le modalità del rito abbreviato. Durante l’udienza in camera di consiglio, l’imputata ha cercato di discolparsi attraverso alcune dichiarazioni spontanee in cui ha dichiarato: “Non è vero che sono una cattiva madre; non ho usato alcuna crudeltà.

L’ho fatto per salvare i miei figli; a loro ci penso ogni giorno”.

Nonostante sia stata assolta per la morte dei due bambini, alla donna è stata prescritta la reclusione in una cosiddetta Rems: ovvero una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Le Rems sono apposite strutture (che sostituiscono dal 2015 i precedenti Ospedali Psichiatrici Giudiziari) in cui vengono collocati quei detenuti affetti da disturbi mentali o socialmente pericolosi.

L’uccisione dei due bambini

I fatti per cui la detenuta Alice Sebesta è stata assolta avvennero il 18 settembre del 2018, quando lancio i suoi due figli dalla tromba delle scale della sezione nido del carcere di Rebibbia. Entrambi i piccoli non sopravvissero agli urti; con la figlia minore di soli sei mesi che morì sul colpo e il figlio maggiore di due anni che invece spirò in ospedale dopo due giorni di ricovero.

La donna si trovava in carcere dall’agosto precedente per furto e spaccio di sostanze stupefacenti e prima di allora non aveva dato segni di squilibrio.

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