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Bimbo autistico escluso dalla recita, la madre: “Cambierà scuola”

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In provincia di Napoli un bimbo autistico è stato escluso dalla recita natalizia a causa delle sue difficoltà nello stare assieme ai compagni.

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Arriva dalla provincia di Napoli la triste storia di un bimbo autistico di 5 anni che è stato escluso dalla tradizionale recita natalizia a causa delle sue difficoltà nello stare correttamente assieme ai compagni. L’episodio è stato scoperto in maniera fortuita dalla madre del piccolo, la quale ha accusato la maestra di averlo emarginato anziché cercare di integrarlo. Da parte sua, l’insegnante ha invece affermato la volontà di riammettere il bimbo nella recita dopo un eventuale incontro con la madre. Ma la donna ha fatto sapere che a partire da gennaio il figlio inizierà a frequentare un’altra scuola.

Bimbo autistico escluso dalla recita

La madre del bambino, affetto da iperattività regressa, ritardo cognitivo e sospetto autismo, ha scoperto l’esclusione del figlio dalla recita tramite il gruppo Whatsapp delle altre mamme, chiedendo in seguito delucidazioni alla maestra in merito alla decisione presa.

Successivamente è proprio la maestra stessa ad inviare un messaggio vocale in cui spiega che il piccolo è stato escluso poiché non riusciva a parlare, a partecipare e a stare in fila correttamente, ma che avrebbe comunque voluto parlare con la madre dell’intera vicenda.

La genitrice si è però lamentata di come la decisione di non far partecipare il figlio alla recita sia stata presa prima che fosse stato fatto qualunque tipo di colloquio tra lei e la maestra, comunicandole la questione a cose ormai fatte. La donna ha in seguito affermato: “Lo so che il mio piccolo non avrebbe partecipato. So che non parla e non riesce a stare in fila, non c’e bisogno che lo sottolineasse la maestra, ma per me era importante anche solo vedere il suo nome su quella lista e vederlo quel giorno lì, a saltare e divertirsi a modo suo, a vedere quel suo sorriso dolce, sogno infranto da chi lo ha emarginato invece di integrarlo”.

Il problema burocratico

Interrogata dai giornalisti in merito alla vicenda, la dirigente scolastica dell’asilo privato che il bambino frequenta ha spiegato la questione dando la colpa ad una problematica d ordine burocratico.

Mancando ancora la documentazione necessaria, il bambino non è infatti ancora inserito all’interno della normativa 104 e pertanto gli insegnanti sono costretti a considerarlo come un bambino senza alcun problema particolare.

Una giustificazione che però la madre di piccolo rifiuta di accettare: “È vero, non ha la 104 e l’insegnante di sostegno ma questo lo sanno benissimo poiché sono in possesso della diagnosi funzionale e di tutte le certificazioni ufficiali, anche della struttura dove il bambino è in cura e, soprattutto, poiché il piccolo non è autosufficiente, oltre alla retta ricevono un extra per assisterlo nei suoi bisogni primari”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Stefania

Purtroppo la madre è in torto…ha ragione la dirigente, se il piccolo non è certificato non può avere il sostegno e non si può obbligare l’insegnante a trascurare gli altri per badare a lui…

Agats

Non ha torto la madre bisognerebbe avere un po’ più cuore ma purtroppo nn esiste che vergogna

Fra

Proprio perché il bambino non ha ancora la certificazione deve essere trattato esattamente come tutti gli altri. Ha sbagliato di grosso l’insegnante ad escludere a priori il bambino e soprattutto a non aver pensato al coinvolgimento dei genitori e della dirigente per aiutarla ad inserire il bambino nella recita scolastica.
Inqualificabile!


Contatti:
Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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