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Travolto e ucciso per il furto del cellulare: “Volevo solo fermarlo”

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Un uomo di 43 anni ha travolto e ucciso con il suo Suv un 34enne che aveva minacciato il figlio e gli aveva rubato il cellulare: le sue difese.

travolto ucciso imola
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Vincenzo Iorio è accusato di omicidio volontario: il 43enne di Imola ha travolto e ucciso un uomo dopo che quest’ultimo aveva rubato il cellulare del figlio. Di fronte al Pubblico Ministero nel corso del suo interrogatorio di garanzia, però, si sarebbe difeso.

“Non volevo assolutamente ucciderlo – ha spiegato Vincenzo -, ma soltanto fermarlo per fargli capire che doveva lasciare stare mio figlio”. Purtroppo il suo gesto ha causato la morte di un 34enne, Mohamed Amine El Fatine.

Imola, uomo travolto e ucciso

Un episodio senza precedenti: un uomo di 43 anni, Vincenzo Iorio, ha travolto e ucciso con il suo Suv un uomo di 34 anni, Mohamed Amine El Fatine. Il motivo del gesto dell’imolese era difendere il figlio dal furto del cellulare.

Tuttavia, le difese del 43enne di fronte al Pubblico Ministero non hanno convinto i giudici. Vincenzo è accusato di omicidio volontario.

L’avvocato di Vincenzo, Luca Sebastiani, difende il suo assistito spiegando che “Iorio è sotto choc. Ha travolto quel ragazzo in una via piuttosto buia e in preda a una forte agitazione. Voleva semplicemente sbarrargli la strada, ma, viste anche le ridotte dimensioni della carreggiata, ha probabilmente sbagliato manovra, provocando poi la tragedia”.

Le divergenze tra il figlio di Vincenzo, di 24 anni, e il 34enne andavano avanti da settimane: “Il 24enne ha incontrato di nuovo il ragazzo e l’ha minacciato di morte, dicendo che l’avrebbe fatta pagare anche al padre responsabile di averlo aggredito due giorni prima. E così Iorio, preoccupato che potesse accadere qualcosa di grave al figlio, si è messo ancora una volta sulle tracce dello straniero”.

Negli ultimi giorni, inoltre, il padre del 24enne stava cercando testimonianze di altri ragazzi minacciati dal 34enne per poter sporgere denuncia contro di lui.

Dopo l’investimento, prosegue l’avvocato, “il mio assistito è andato ad autodenunciarsi in commissariato e ha chiamato subito i soccorritori del 118″. infine, conclude: “Sarebbe un grave errore dire che ha agito a sangue freddo per uccidere di proposito quel ragazzo. Attendiamo con serenità lo sviluppo delle indagini e poi valuteremo la strategia da adottare”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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