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Caso Vannini, beffa sul risarcimento alla famiglia

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Le Iene hanno svelato delle intercettazioni che evidenzierebbero alcuni movimenti dei Ciontoli per non pagare il risarcimento ai genitori del ragazzo

Marco Vannini

Il prossimo 7 febbraio vi sarà la sentenza della Cassazione in merito all’omicidio di Marco Vannini, il ragazzo di Cerveteri che è stato ucciso il 17 maggio 2015 in casa della fidanzata Martina Ciontoli da un colpo partito dalla pistola del padre della ragazza. Ad un mese dalla sentenza, però, purtroppo molti punti risultano essere ancora poco chiari e Le Iene hanno svelato delle nuove intercettazioni che evidenzierebbero alcuni movimenti della famiglia Ciontoli per non pagare il risarcimento ai famigliari della vittima.

Beffa del risarcimento ai genitori

“In questo periodo mi è mancato di più il suo sorriso, scendere la mattina e sentire lui che mi chiedeva che cosa avessi preparato in cucina. Per noi le feste non ci saranno più”, ha dichiarato Marina Conte, la mamma di Marco Vannini a Le Iene.

Proprio nel corso del mese di dicembre, inoltre, i genitori del giovane Marco Vannini hanno dovuto provvedere al pagamento delle tasse all’Agenzia delle Entrate per un provvedimento del giudice legato all’esecuzione relativa al pignoramento dello stipendio e del Tfr di Antonio Ciontoli, che potrebbe servire a risarcire i familiari della vittima.

La famiglia Ciontoli, infatti, è stata condannata a pagare una provvisionale di 200 mila euro per entrambi i genitori del 20enne di Cerveteri ucciso.

Fino a questo momento, però, i genitori di Marco Vannini non hanno ricevuto nulla, tanto che la stessa signora Marina Conte ha dichiarato: “Abbiamo pagato questi soldi, ma ancora non abbiamo il risarcimento né sappiamo se mai lo avremo”. I genitori della vittima, inoltre, hanno anche dovuto pagare oltre 10 mila euro per acquisire le intercettazioni audio e video. Il risarcimento, però, per i genitori del giovane Marco Vannini, è un aspetto del tutto irrilevante. “Questi sono soldi sporchi, io voglio che ci sia giustizia e che vadano in galera”, ha infatti affermato la mamma di Marco, Marina Conte.

Le intercettazioni de Le Iene

Un risarcimento che, comunque, potrebbe risultare difficile da ottenere, dato che i Ciontoli si sarebbero mossi appunto per evitare di dover dare dei soldi ai famigliari del ragazzo.

Secondo le intercettazioni pubblicate da Le Iene, infatti, Antonio Ciontoli avrebbe provveduto in accordo con la famiglia a far sparire tutti i suoi beni.

Le iene Giulio Golia e Francesca Di Stefano, infatti, hanno mostrato come i Ciontoli, a pochi giorni dalla morte di Marco Vannini, avrebbero cercato di far sparire i beni intestati al padre della fidanzata del 20enne di Cerveteri. Intercettazioni mai entrate nel processo e che potrebbero aiutare a far maggior chiarezza sulla vicenda. In una delle intercettazioni, risalente al 19 maggio del 2015 alle ore 17.58, Salvatore Ciontoli chiama il nipote Federico e invita a contattare i genitori di Marco. Per poi aggiungere: “La prima cosa che deve fare tuo padre è togliersi tutte le proprietà.

Tutto ciò che ha vicino a lui che in caso di risarcimento danni… Dovete umilmente prostrarvi ai piedi dei genitori di Marco perché se questi si presentano e ricorrono come parte civile a tuo padre lo mettono col sedere sotto il marciapiedi”.

Lo stesso Antonio Ciontoli, poi, poche ore dopo il funerale di Marco Vannini, chiama il cognato Peppe per parlare dell’incontro con l’avvocato. “Ho chiesto un po’ di cosucce per quanto riguarda eventuale risarcimento danni. Loro si possono avvalere solo sui miei averi, sul 50% della casa di Ladispoli, sulle macchine”. Il giorno dopo, al telefono con l’avvocato, l’uomo ha poi aggiunto: “Non so se conviene chiudere il conto corrente che ho cointestato…”. Ma l’avvocato lo ferma, dicendo “Adesso è presto.

Non prendiamo iniziative, te lo dico io quando farlo”.

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