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Bambini a scuola divisi per reddito, Feltri: “I poveracci non imparano”

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Il commento di Feltri sul caso dei bambini divisi a scuola in base al reddito: "Immigrati e sfigati di periferia abbassano il livello".

vittorio feltri natale

È bufera a Roma per la decisione di una scuola elementare di dividere i bambini in base al reddito. Secondo quanto riportato dalla presentazione sul sito web dell’istituto, l’IC Via Trionfale di Roma sembra applicare un procedimento che prevede la suddivisione degli alunni in quattro categorie. A ognuna di esse è affidate uno specifico spazio all’interno degli edifici dell’istituto.

L’attacco di Feltri

Durissimo il commento di Vittorio Feltri sul caso dei bambini divisi in base al reddito in una scuola di Roma. Il direttore di Libero Quotidiano ritiene inutile negare che esistono “istituti frequentati dalla borghesia e altri i cui allievi sono di estrazione bassa. Va da sé che nei primi il livello qualitativo dell’istruzione è elevato” o almeno accettabile, si corregge.

Diverso il caso dei secondi, dove regna “un casino infernale” e “gli studenti, essendo poveracci, non riescono a imparare molto“. Impartire lezioni idonee a tutti gli studenti – continua Feltri – è “solo un’aspirazione. La verità è che la società non è omogenea e neppure la formazione può esserlo per scontati motivi”.

Tra questi, la presenza di “immigrati o sfigati di periferia” che rendono “il grado culturale complessivo della classe non eccelso. Se invece un’aula è piena di ragazzi che abitano in quartieri di lusso e hanno una famiglia di gente laureata e munita di una bella libreria, è fatale che esprima soggetti di buona caratura”.

Bambini divisi a scuola in base al reddito

I genitori degli alunni hanno esposto le loro lamentele dopo essere venuti a conoscenza del trattamento riservato ai propri figli.

È la stessa scuola IC Via Trionfale (nata nel 2012/2013 dall’accorpamento con la Scuola Secondaria di Primo Grado di Via Vallombrosa) a renderlo noto.

“La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il Plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana“, spiegano i portavoce della scuola sul proprio sito. Infine, “il plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d’Ampezzo, accoglie prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)”.


Nella presentazione online della scuola di Roma si legge inoltre che l’ampiezza della sua collocazione territoriale “rende ragione della disomogeneità della tipologia dell’utenza che appartiene a fasce socio-culturali assai diversificate”.

L’istituto ha ritenuto importante rendere noto la suddivisione e la collocazione di dove vanno a scuola i ricchi e i poveri.

Le famiglie degli alunni però non hanno accettato la discriminazione, dal momento perché questa finisce per ricadere sui bambini e creare forti disuguaglianze fin dalla tenera età.

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Ernesto Pace

Credo che tale complesso non abbia alcun diritto a definirsi scuola e quei pezzi di merda che stanno dentro quel serraglio come dipendenti statali non abbiano alcun diritto a definirsi insegnanti.

Chiara Rezia

Invito i giornalisti a comprendere meglio le proprie fonti e i meccanismi scolastici prima di scrivere articoli dai toni faziosi e allarmistici che anziché fare buona informazione scatenano solo commenti polemici sul sistema scolastico: se un istituto comprensivo ha plessi dislocati in quartieri diversi o in paesini diversi che hanno una composizione sociale diversa è logico che tale composizione si rifletta in quella dell’utenza scolastica, in quanto ogni plesso ha un codice diverso e di solito i genitori , soprattutto alla materna e alla primaria, iscrivono i propri figli nel proprio quartiere. I dati pubblicati da questa scuola sono richiesti… Leggi il resto »

carla mazzola

una cosa del genere è inammissibile ,chi l’ha proposta è razzista,

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