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Coronavirus, i Simpson lo avevano predetto nel 1993

Coronavirus, i Simpson lo avevano predetto. Nell'episodio andato in onda nel 1993, "Marge in catene", l'arrivo di un misterioso virus dall'Oriente.

coronavirus simpson

Coronavirus, i Simpson avevano previsto tutto. In una puntata della storica serie a cartoni di Matt Groening del 1993, un morbo sconosciuto proveniente dal Giappone – e non dalla Cina – si diffonde in tutti gli Usa. Una similarità con la realtà odierna, non una novità nella serie americana.

Coronavirus, la profezia dei Simpson

Matt Groening, con le sue intuizioni e il suo estro, ha spesso negli anni saputo rinnovare i Simpson e i messaggi all’interno di quella che, ad oggi, rimane la sua più fortunata serie a cartoni. Negli anni ci si è spesso stupidi di come, nella fantasia stessa del creatore, potessero trovarsi veri e propri colpi di genio capaci di anticipare – o prevedere – eventi che sarebbero poi accaduti nella realtà odierna.

Un fatto a cui molti si sono abituati ma che non smette mai di sorprendere, come quando Groening anticipò l’invenzione dell’Ipod o l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Ultima previsione dell’americano è stato il virus proveniente dall’Oriente. Un morbo generico, cui similitudini dei fatti degli ultimi giorni a quelli dell’episodio “Marge in catene” del 1993, non sono pochi e notevoli.

“Marge in catene”

Creata a cavallo tra gli ’80 e i ’90, nella puntata numero 21 della quarta stagione della serie, il racconto parte dall’acquisto di un banale elettrodomestico piuttosto superfluo, che tutti i cittadini di Springfield comprano, spinti da una televendita ingannevole.

Uno spremiagrumi realizzato in Giappone, non dalla Cina quindi, prodotto in una fabbrica dove un operaio sta tentando di tenere nascosta l’influenza ai suoi capi, finendo però per tossire all’intero delle scatole che vengono spedite verso gli Stati Uniti. E così il virus, in modo piuttosto banale, dall’Oriente si propaga in Usa, creando una vera psicosi che i media rinominano “influenza Osaka”, alimentandola inutilmente. Nell’attesa che si trovi invece una cura per il Coronavirus, per arginarlo e tentare di circoscriverlo, si raccomanda attenzione e prudenza negli spostamenti aerei e nei luoghi dove il virus è stato registrato.

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