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Alitalia, 21 indagati: “600 mila euro per feste e cene”

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La Procura di Civitavecchia chiude l'inchiesta su Alitalia, rilevando casi di bancarotta fraudolenta e uso indebito dei fondi aziendali: gli indagati.

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La Procura di Civitavecchia ha concluso le indagini riguardanti la gestione della società Alitalia fino al 2017. A 21 individui è stato notificato il 425 bis: i reati sarebbero, a vario titolo, quelli di bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali, ostacolo alle funzioni di vigilanza, falso in atto pubblico. Tra gli indagati, inoltre, si trovano personaggi come Montezemolo, Antonella Mansi (vice-presidente di Confindustria) e Enrico Laghi (liquidatore di Air Italy).

L’inchiesta di Alitalia: gli indagati

Secondo la Procura, gli indagati sarebbero responsabili della bancarotta di Alitalia. Infatti le indagini avrebbero rivelato che “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” avrebbero commesso numerosi falsi legati all’approvazione del bilancio del 2015. Sull’avviso di chiusura indagine si specifica che gli indagati avrebbero fornito “indicazione di dati di segno positivo difformi dal vero“.

In tal modo, quindi, avrebbero acconsentito “il progressivo aumento dell’esposizione debitoria“, concorrendo a cagionare “il dissesto della società, anche aggravandolo”.

Inoltre, Enrico Laghi sarebbe indagato anche per falso in atto pubblico. “Nell’autodichiarazione resa in accettazione dell’incarico di Commissario straordinario di Alitalia Sai al Mise dichiarava falsamente di non aver prestato attività di collaborazione professionale nei confronti della società Alitalia Sai nei due anni antecedenti alla dichiarazione dello stato d’insolvenza, nonostante avesse, nel settembre 2015, emesso parere su incarico della citata società”. Queste le parole dei pm che hanno condotto l’indagine.


Uso improprio di denaro

La Procura di Civitavecchia avrebbe contestato anche l’uso improprio delle risorse aziendali a quattro indagati: Silvano Cassano, Luca Cordero di Montezemolo, Marc Cramer Ball e Duncan Naysmith. Secondo le indagini, infatti, i quattro avrebbero utilizzato circa 600 mila euro dei fondi aziendali per organizzare catering e cene.

Sarebbero 133.571 i soldi utilizzati “per spese di catering verso la società Relais Le Jardin” per le riunioni del Cda, mentre 5.961 sarebbero quelli impiegati per “cene di gala in favore dalla società Casina Valadier”. Infine, 485.077 euro sarebbero stati utilizzati per l’organizzazione di quattro cene aziendali e “successivamente e indebitamente riaddebitati da quest’ultima a Alitalia Sai”.

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