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Coronavirus, in Toscana 400 bambini sono in isolamento domiciliare

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La Regione Toscana ha reso noto come circa 400 bambini siano in isolamento domiciliare preventivo per scongiurare il rischio di coronavirus.

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Continua l’allarme coronavirus in Toscana, dove nella giornata del 17 febbraio le autorità regionali hanno dichiarato come circa 400 bambini siano attualmente in isolamento domiciliare preventivo allo scopo di contenere eventuali contagi. La notizia è stata resa nota a seguito della riunione della task force regionale istituita per fronteggiare l’emergenza sanitaria, anche in vista degli oltre 2.500 cittadini cinesi che in questi giorni rientreranno in Toscana dopo aver trascorso in patria il tradizionale capodanno.

Coronavirus in Toscana: 400 bambini in isolamento

La Regione ha spiegato che l’isolamento dei bambini, la maggior parte dei quali risiede nelle province di Firenze, Prato e Pistoia, è iniziato dopo la diffusione della circolare ministeriale dello scorso 8 febbraio riguardo gli studenti rientrati in Italia da aree a rischio: “Anche questo è un modo che consente di esercitare un controllo sull’intera famiglia, quindi le segnalazioni riguardano di fatto tutta la famiglia. Circa 400 bambini (di cui 370 nella Toscana centro) sono quindi in isolamento domiciliare e vengono controllati quotidianamente”.

Per il momento tuttavia non ci sarebbe da preoccuparsi, dato che anche i pochi casi sospetti segnalati stanno risultando tutti negativi a seguito delle analisi dei laboratori di ricerca. Nessuna evidenza di coronavirus è stata infatti riscontrata nei 17 sospetti contagi analizzati dall’azienda ospedaliero universitaria di Siena, mentre i laboratori di Careggi e Pisa devono ancora iniziare i propri test.

Le parole dell’assessora Saccardi

In merito ai 400 bambini in isolamento e ai 2.500 che in rientro, l’assessora regionale alla Sanità Stefania Saccardi ha precisato che attualmente c’è una stretta collaborazione con le famiglie in questione, facilitata anche da accordi precedentemente presi con il consolato cinese di Firenze: “Abbiamo chiesto loro di non adottare il “fai da te” ma di consentire alle nostre autorità sanitarie di monitorare la situazione di bambini e adulti che decidono di stare a casa. Siamo in contatto telefonico costante con le famiglie, abbiamo mediatori ovunque così da non avere problemi di comunicazione, li monitoriamo e abbiamo spiegato esattamente cosa fare nel caso in cui insorgano sintomi che possano far sospettare la presenza del virus”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Lucia Padula

Dovete disporre una quarantena obbligatoria è assurdo consigliare di rimanere in casa la situazione può sfuggire di mano è possibile che non ci arrivate oppure vi costa troppo preparare una struttura per isolare 2500 cinesi??? Il ministero raccomanda tanta prevenzione e poi si perde in un bicchiere d’ acqua anche in questo caso di emergenza mondiale l Italia risponde con molta superficialità e ignoranza purtroppo siamo in un paese che vengono prima gli interessi economici e poi la salute dei cittadini, i casi di coronavirus in Italia potevano essere evitati se fin dall’ inizio ci fosse stato un tempestivo intervento… Leggi il resto »


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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