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Bimbo di 5 anni con febbre alta: semiparalizzato per incuria del padre

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Ricoverato con lesioni al cervello e semiparalizzato a causa della febbre: bimbo di 5 anni vittima della negligenza del padre.

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Versa in condizioni critiche un bambino di soli 5 anni ricoverato all’Ospedale di Bergamo. Il bimbo aveva la febbre alta da giorni, per l’incuria del padre ora si ritrova semiparalizzato e con delle lesioni al cervello. Ennesimo caso di negligenza da parte di genitori separati: il Tribunale di Monza aveva affidato il piccolo al padre, sottraendolo alla madre con la quale passava il suo tempo.

Bimbo semiparalizzato per la febbre alta

Preoccupata per la temperatura a 40 del figlio, da giorni, la madre avrebbe sollecitato l’ex marito perché lo portasse urgentemente in pronto soccorso ma la situazione era ormai già peggiorata e ora il piccolo è incapace di muoversi, rischia danni neurologici permanenti che potrebbero inficiare le sue capacità oratorie future.

Era stato affidato al padre

La denuncia per negligenza è partita dall’avvocato della signora, Francesco Miraglia, che riporta sul suo sito personale di aver segnalato la gravità della situazione in cui il bimbo viveva assieme al padre: sembra addirittura che fosse la sorella di questi a occuparsene, seppur non in modo minimamente adeguato.

L’avvocato ha dichiarato che il bambino soffriva di “una malnutrizione da fare pena.

Da quanto era sporco aveva le croste sul collo e aveva sviluppato infezioni da funghi alle mani e ai piedini”, ha commentato. Purtroppo si sente troppo spesso parlare di fatti di cronaca terribili che coinvolgono bimbi trascurati dai genitori, a volte addirittura dimenticati in macchina sotto al sole o al parco.


“Il giudice sapeva tutto”

L’avvocato Miraglia e la madre del bimbo hanno presentato un’istanza urgente al Tribunale di Monza per denunciare le gravi condizioni fisiche in cui verteva, accusando anche la residenza fisica del padre: abitava lontano da tutto, in un paesino di montagna da circa 300 abitanti dei quali tre bambini, a 20 chilometri dalla scuola più vicina.

“Il giudice sapeva e lo riteniamo responsabile. Sapeva tutto e non ha mosso un dito per questo bambino”, dichiara l’avvocato della donna, sottolineando che da mesi entrambi denunciavano la situazione al tribunale.

L’udienza è fissata per marzo, non resta che sperare nel miglioramento delle condizioni del bimbo e in un lieto fine per il suo futuro.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

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