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Coronavirus, viaggio nei comuni isolati della Lombardia

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Come si vive nei comuni isolati per l'emergenza coronavirus che sta dilagando in Lombardia e nel Nord Italia?

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Cresce la paura in Lombardia e nel resto del Nord Italia, mentre il numero di persone positive al coronavirus aumenta e supera quota 130. Mentre le autorità – a livello locale e nazionale – sono al lavoro per far fronte all’emergenza e per mettere in atto tutte le misure necessarie ad arginare il contagio, a pagare le conseguenze dell’isolamento sono prima di tutto i cittadini di quei centri urbani, spesso medio-piccoli, da cui provengono i pazienti infetti.

Qui, nei comuni isolati, la vita continua tra strade deserte e supermercati presi d’assalto.

Coronavirus, viaggio nei comuni isolati in Lombardia

Le strade di Mediglia sono deserte. Qui, dove risiede uno dei contagiati, risultato positivo ai test dopo il ricovero all’ospedale di Melegnano, nessuno si azzarda a uscire di casa e la voglia di socializzare è poca.

L’impressione che si ha percorrendo in auto le vie del paese alle porte di Milano è quella di trovarsi in una città fantasma, improvvisamente svuotata dei suoi abitanti e privata dei propri eventi e luoghi di ritrovo.

strade vuote 1

Supermercati presi d’assalto

Tutto è partito da Codogno e dal vicino Castiglione d’Adda, dove sono stati registrati i primi casi di contagio. Proprio qui c’è chi, tra i residenti, si chiede cosa fare e come comportarsi, divisi tra la paura del coronavirus e la consapevolezza che “è impossibile pretendere che la gente resti in casa con il frigo vuoto”. Nessun posto di blocco in entrata o uscita nei paesi “in quarantena”, solo tanta confusione e preoccupazione.

“C’è gente che va a fare la spesa fuori dalla cerchia dei comuni che dovrebbero essere isolati. La prevenzione dove sta?” lamenta qualcuno sul gruppo Facebook Sei di Codogno se. Ma “noi della Bassa dobbiamo pur mangiare” replica un altro utente. “Se i supermercati qui sono tutti chiusi come dobbiamo fare?”. C’è chi resta aperto, va specificato, pur con accesso controllato, come a Casalpusterlengo, ma “la vedo dura rispettare l’invito a non andare a fare la spesa altrove”.

esselunga vuota coronavirus

Psicosi coronavirus

Insieme alla paura cresce anche la frustrazione di cittadini che si sentono trattati come untori di un virus che ha ormai varcato i confini della provincia di Lodi e sta coinvolgendo tutto il Nord del Paese. Gli episodi di psicosi non si contano, a partire da quello denunciato da un lodigiano su Facebook: “La mia ex moglie si rifiuta di far venire mia figlia a casa mia. Un cliente ha saputo che abitavo a Lodi e ha strabuzzato gli occhi”.

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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