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Coronavirus in Italia, ma in 40 mila si radunano per il Papa e le autorità lo permettono

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Cresce l'emergenza Coronavirus in Italia, ma le autorità consentono a 40 mila persone di partecipare alla visita del Papa a Bari.

Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Sale l’emergenza Coronavirus in Italia, con oltre 133 persone trovate positive ai test, soprattutto nelle Regioni di Lombardia, Veneto e Piemonte, dove sono anche state chiuse le scuole e le università per evitare un ulteriori estendersi del contagio. Luoghi affollati e promiscui aumentano infatti le probabilità di contagio, anche da parte di persone affette da Coronavirus asintomatico. Nel frattempo, però, 40 mila fedeli si sono radunati, uno accanto all’altro, per omaggiare il Papa in visita a Bari. E subito è scoppiata la polemica: non era forse il caso di annullare la celebrazione?

Coronavirus in Italia

Le oltre 133 persone risultate positive al Coronavirus e i due decessi già riconducibili al virus proveniente dalla Cina, stanno bloccando le regioni attualmente più coinvolte: Lombardia, Veneto e Piemonte. Le autorità hanno, infatti, disposto tutte le misure necessarie per evitare gli assembramenti di persone: scuole e università chiuse, partite di calcio annullate, musei, teatri e altri luoghi di aggregazione costretti ad annullare la programmazione.

Misure ritenute necessarie dalle autorità da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus in quelle zone.

Nel frattempo, però, a Bari 40 mila persone si radunano per accogliere il Santo Padre nella città pugliese.

La visita del Papa a Bari

Circa 40 mila fedeli hanno partecipato domenica 23 settembre alla visita del Papa a Bari e, divisi in settori, uno accanto all’altro hanno assistito alla Messa celebrata dal Santo Padre. Fra i partecipanti anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e le autorità locali. Ha invece deciso di non partecipare il premier Giuseppe Conte, impegnato nel gestire l’emergenza sanitaria.

Subito, però, sono nate le polemiche se non fosse stato opportuno rimandare l’incontro che, per quanto fosse organizzato da tempo, è di sicuro capitato in un momento molto critico e dove qualsiasi assembramento sarebbe, almeno secondo le autorità sanitarie, da evitare per scongiurare il diffondersi del contagio.

È vero, infatti, che al momento Bari e la Puglia non sembrano coinvolte nell’emergenza sanitaria, ma è anche vero che non è possibile sapere se fra i 40 mila partecipanti non ve ne fosse qualcuno che nei giorni precedenti è stato in Lombardia, Piemonte o Veneto o non è addirittura entrato in contatto con qualcuno che ha successivamente scoperto di essere affetto dal Coronavirus.

Inoltre la momentanea assenza di casi di Coronavirus in Puglia non può essere considerata una buona motivazione della scelta di celebrare comunque la manifestazione, visto che il compito delle autorità dovrebbe essere quello di prevenire (e non solo correre ai ripari), altrimenti va da sé il rischio di diffusione del contagio aumenti.

Non a caso, verrebbe da dire, l’Italia risulta il Paese europeo con il maggiore contagio, con numeri superiori perfino ad alcune province cinesi, dove è nato il virus.

Il timore, allora, è che questa classe politica, come ha scritto in un editoriale per Notizie.it il giornalista Toni Capuozzo, risulti davvero mediocre di fronte a una così grave emergenza.

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".


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Fabrizio Capecelatro

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".

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