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Coronavirus, nave da crociera italiana respinta del porto di Saint Lucia

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La Costa Magica non è stata fatta attraccare nella città Stato di Saint Lucia, nonostante non abbia casi sospetti di Coronavirus a bordo. La testimonianza dei passeggeri a bordo.

Costa Crociera Magica
Costa Crociera Magica

Francia, Spagna, Grecia e Russia sconsigliano vacanze in Italia. Anche Seychelles, Iraq e Giordania hanno introdotto restrizioni ai viaggi da e verso l’Italia e gli italiani vengono ormai considerati dagli altri Paesi del mondo alla stregua dei cinesi di Wuhan, degli untori. Da oggi non c’è solo la nave Westerdam, attraccata in Cambogia dopo essere stata respinta da altri paesi, e la Diamond Princess, ferma nel porto nipponico di Yokoama dai primi di febbraio e messa in quarantena, ma tutte le navi italiane in giro per il mondo vengono viste con sospetto.

La Costa Magica, in navigazione ai Caraibi, non è stata fatta attraccare nella città Stato di Saint Lucia, appartenente al Commonwealth britannico, ed è stata fatta proseguire verso Martinica appartenente alla Francia. A subire la disavventura una coppia di Montepulciano, Algimeri e Giovanna, in vacanza ai Caraibi dal 17 gennaio, pochi giorni prima della messa in quarantena della cittadina di Wuhan e dello scoppio ufficiale del Coronavirus.

«Siamo in crociera sulla costa Magica ai Caraibi – racconta Giovanna – e ci hanno appena comunicato che le autorità portuali di Santa Lucia ci hanno respinto.

Solo perché la nave è italiana. Non esiste emergenza sanitaria a bordo, non ci sono casi di febbre e o peggio di Coronavirus, perché altrimenti Costa crociere ci avrebbe avvertivo visto che dopo il caso Concordia è tutto molto trasparente a bordo, per cui ci domandiamo la ragione di questo rifiuto».

«Solo perché la Costa è italiana? – continua la turista – Oltretutto a bordo abbiamo quasi esclusivamente popolazione locale cioè guadalupini e martinichi che sono la maggioranza, italiani ce ne sono pochissimi. Costa fa imbarchi continui quando attracca a Martinica e Guadalupe che è Francia, quindi ogni settimana in questi due porti, arrivano persone da tutto il mondo. Ma i controlli al porto di Guadalupe sono iniziati già due settimane fa per chi si imbarcava in arrivo dall’Italia.

Questo succede grazie agli errori commessi dal nostro presidente del Consiglio, perché 14 giorni fa eravamo già qui e abbiamo attraccato ovunque senza problemi».

La Costa Magica non è strapiena: ci sono adesso circa 2.800 persone a bordo più i membri dell’equipaggio, a fronte di una capienza di circa 3.200 persone. Le tappe della nave sono state il 18 febbraio Antigua, il 19 febbraio Saint Vincent e Grenadine, il 20 febbraio Martinica, il 21 febbraio Guadalupa, il 23 febbraio Tobago, il 24 Granada, il 25 Barbados, e il 26 febbraio doveva essere Santa Lucia ma ha dovuto dirottare verso Martinica.

Ma il rifiuto non è capitato solo alla Costa. Anche la MSC Meraviglia è stata respinta ieri da due porti, uno in Giamaica e uno nelle Isole Cayman, per timore del Coronavirus.

La nave, su cui viaggiano circa 6.100 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio e che era partita il 23 febbraio da Miami, in Florida, è arrivata martedì in Giamaica, al porto di Ocho Rios.

Dopo la segnalazione di un caso di influenza a bordo le autorità giamaicane hanno negato alla nave il permesso di attraccare e fare sbarcare i suoi passeggeri. La Meraviglia ha fatto quindi rotta verso George Town, capitale delle Isole Cayman.

Tuttavia, anche le autorità sanitarie delle Cayman hanno negato il permesso di entrare in porto alla Meraviglia, parlando di “precauzione”.

MSC Crociere ha comunicato che la persona malata è un membro dell’equipaggio, che era arrivato a Miami da Manila, nelle Filippine, passando per la Turchia. Una volta iniziato il viaggio, aveva sviluppato sintomi influenzali ed era poi risultato positivo ai test per la comune influenza stagionale. Molto allarme per nulla.

Fabrizio Boschi, classe 1974, originario di Fucecchio (Firenze), è laureato in Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Dopo qualche esperienza all'estero nelle organizzazioni internazionali (Osce, Croce Rossa Internazionale), intraprende la carriera giornalistica. Professionista dal 2008, dal 2002 al 2006 scrive per il "Cittadino Oggi" di Siena. Dal 2006 al 2010 lavora al "Giornale della Toscana", come inviato di cronaca nera e sanità. Nel 2010 assume l'incarico di capo ufficio stampa del Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Nel 2011 lavora a Roma come assistente parlamentare. In quel periodo collabora anche per l'emittente toscana "Italia 7". Dal 2012 vive a Milano e scrive per la redazione politica de "Il Giornale". Oggi collabora per diversi siti e testate. Ha scritto tre libri, l'ultimo uscito nel 2014 sulla scalata politica di Matteo Renzi: "La grande illusione" (Amon edizioni).


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Fabrizio Boschi

Fabrizio Boschi, classe 1974, originario di Fucecchio (Firenze), è laureato in Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze. Dopo qualche esperienza all'estero nelle organizzazioni internazionali (Osce, Croce Rossa Internazionale), intraprende la carriera giornalistica. Professionista dal 2008, dal 2002 al 2006 scrive per il "Cittadino Oggi" di Siena. Dal 2006 al 2010 lavora al "Giornale della Toscana", come inviato di cronaca nera e sanità. Nel 2010 assume l'incarico di capo ufficio stampa del Comune di Castiglione della Pescaia (Grosseto). Nel 2011 lavora a Roma come assistente parlamentare. In quel periodo collabora anche per l'emittente toscana "Italia 7". Dal 2012 vive a Milano e scrive per la redazione politica de "Il Giornale". Oggi collabora per diversi siti e testate. Ha scritto tre libri, l'ultimo uscito nel 2014 sulla scalata politica di Matteo Renzi: "La grande illusione" (Amon edizioni).

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