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Coronavirus, lettera del negoziante cinese a Roma: “Non sono un virus”

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Sta facendo il giro del web la lettera affissa a Roma da una famiglia di negozianti cinesi che chiedono di non essere trattati come fossero un virus.

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Di pari passo con il diffondersi dell’epidemia di coronavirus nel nostro Paese, i cittadini italiani di origine cinese continuano a difendersi dal razzismo latente risvegliatosi in queste ultime settimane, anche in località non particolarmente toccate dall’emergenza sanitaria come Roma. È proprio nella Capitale che è apparsa negli scorsi giorni una toccante lettera affissa da una famiglia di negozianti cinesi, che chiedono ai cittadini capitolini di non essere trattati come dei virus ma come delle persone.

Coronavirus a Roma, la lettera del negoziante cinese

La lettera, affissa davanti all’attività gestita dalla famiglia di origine cinese, inizia con le seguenti parole: “Sono un cinese che la mattina va a scuola insieme a te, che ti passa il compito di matematica all’esame, che ha fatto taglio e messa in piega a tua mamma”.

Concetti che sottolineano come, per quanto dai lineamenti orientali, una persona cinese abbia tutto il diritto di sentirsi italiana e di condividere la sua quotidianità con quella dei suoi concittadini.

Il messaggio continua poi con la richiesta di non essere trattati come dei virus, perché è proprio la disumanizzazione che impedisce di vedere la persona che c’è oltre l’etichetta del luogo da cui proviene: “Sono il solito cinese che fa parte della tua vita, e quindi non trattarmi come un virus. Il pregiudizio e la diffidenza ci fa diventare di nuovo estranei. Estranei non siamo, perché siamo semplicemente umani, umani come voi, perché in fondo esiste semplicemente un noi. La diffidenza e il pregiudizio a volte fa più male di un’arma. Nonostante il grande numero di contagi nel nostro Paese infatti, sono pochissimi i cinesi risultati finora positivi al tampone faringeo.


Un pensiero che si conclude con un messaggio di affetto verso il nostro paese, come solo una persona che è arrivato in Italia per scelta può fare: “Parole e pensieri di una semplice famiglia cinese che vive da vent’anni in Italia e considera l’Italia come il suo secondo paese”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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