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Coronavirus, stop a colloqui nelle carceri: scoppia la rivolta, un morto

La decisione presa dalla Procura di sospendere i colloqui diretti nelle carceri per via del coronavirus ha causato rivolte a Salerno, Modena e Napoli.

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Continuano le proteste nelle carceri in seguito alla decisione presa dalla Procura di sospendere i colloqui per via del coronavirus. Gli scontri maggiori si sono registrati a Salerno, Modena, Frosinone, Alessandria e Napoli, dove nelle strade si sono riversati anche i parenti dei detenuti.

Un uomo è anche morto durante gli scontri in circostanze in via di accertamento.

Coronavirus: stop a colloqui nelle carceri

Il sovraffollamento è un tema che da anni preoccupa il governo e proprio per questo motivo si è deciso di limitare l’affollamento dei luoghi carcerari sospendendo i colloqui e le visite da parte di parenti e amici. A fronte dei 61.230 reclusi al 29 febbraio 2020, i posti disponibili sarebbero soltanto 50.951.

Tra l’altro teorici, perché alcune migliaia sono indisponibili.

Rivolte a Modena, Frosinone e Napoli: un morto

La rivolta maggiore si sarebbe svolta nel carcere di Modena dove i reclusi si sono riversati negli spazi comuni fino alla portineria provocando l’uscita del personale presente. Tra questi due agenti di custodia sono rimasti lievemente feriti. Stando a quanto riportato da alcune agenzie, un rivoltoso è morto durante gli scontri. Sono ancora in corso le indagini per capire in quale circostanza si sia verificato il decesso.

La situazione ha richiesto anche l’intervento di poliziotti in tenuta antisommossa, Vigili del Fuoco e autorità di pubblica sicurezza.

A Frosinone poi circa un centinaio di detenuti hanno scavalcato alcuni muri interni della prigione chiedendo di parlare con il garante regionale Stefano Anastasia. Quest’ultimo, allarmato, è giunto sul posto.

Nel carcere napoletano di Poggioreale poi una trentina di detenuti sono saliti sui tetti manifestando contro il provvedimento che limita o sospende i colloqui diretti. A dare loro man forte sono giunti anche alcuni parenti che, causando il blocco del traffico, hanno protestato fuori dalla struttura.

Protesta a Salerno

Nella giornata di sabato 7 marzo 2020 anche un centinaio di detenuti del carcere di Salerno hanno messo in atto una vera e propria rivolta. Dopo essersi procurati spranghe di ferro dalle brande, i detenuti sono riusciti a raggiungere il tetto del carcere, presediato dalle forze dell’Ordine e sotto l’occhio vigile di un elicottero che costantemente perlustra la zona dall’alto. Qui avrebbero creato notevoli danni alla struttura.

La rivolta è stata subito sedata grazie anche ai rinforzi da parte della polizia locale, del comandante provinciale e del questore. Secondo quanto dice il presidente dell’Uspp Ciro Auricchio, si sono registrate proteste anche nell’istituto penitenziario di Carinola e nel carcere napoletano di Poggioreale. Queste le sue richieste: “Appena l’emergenza sarà rientrata chiediamo di intervenire immediatamente per un un’incremento della dotazione organica del carcere salernitano ed un potenziamento delle risorse stanziate per un efficientamento degli impianti e degli strumenti di difesa passiva.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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