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Coronavirus, l’infermiera di Cremona: “Scusate, ero stremata”

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La foto di un'infermiera di Cremona è il simbolo della lotta al Coronavirus: nelle sue parole, il racconto delle ore drammatiche in ospedale.

Coronavirus infermiera Cremona
Coronavirus infermiera Cremona

L’emergenza Coronavirus ha colto tutti alla sprovvista e a pagarne le conseguenze sono soprattutto medici e infermieri che ogni giorno combattono in prima linea per salvare vite umane. Vite sconosciute, uomini e donne di cui si conoscono solo le generalità, ma che diventano parte integrante della vita del medico e dell’infermiere che senza sosta lotta per la salute del paziente. E di pazienti nelle ultime settimane ce ne sono tanti. I numeri parlano chiaro, la situazione è preoccupante e allarmante: il picco dei contagi aumenta rapidamente. In un giorno si sono registrati 1326 nuovi casi: i malati sono 6387. I morti, invece, 366 (con 133 decessi nell’arco di ventiquattr’ore). Medici e infermieri sono sottoposti a turni massacranti, non godono del privilegio di restarsene a case né di mantenere la distanza di sicurezza dalle altre persone.

Non manca la stanchezza, lo stress e forse persino la paura. Eppure, i veri eroi di questa grave crisi sanitaria non si lasciano prendere dallo sconforto, non cedono né si fanno soccombere dalla debolezza. Resistono persino quando i reparti di terapia intensiva hanno raggiunto il limite. Persino quando i pazienti bisognosi aumentano clamorosamente. L’immagine simbolo dell’incessante lotta al Coronavirus è quella di Elena Pagliarini, un’infermiera di Cremona adagiata sulla tastiera del computer, con indosso camice e mascherina. Stremata al termine di un turno di lavoro serratissimo, si corica esausta.

Anche lei, come molti colleghi, ha fatto della sua professione una vera e propria missione. Spesso è una guerra contro il tempo. Contenere il contagio, soprattutto in una zona tanto coinvolta come il Cremonese, non è semplice, ma la voglia di farcela non manca.

Le parole dell’infermiera di Cremona

“Quella notte ero stremata, scusate se sono crollata prima della fine del turno” ha spiegato Elena in un’intervista all’indomani della pubblicazione della foto che la ritrae su tutti i giornali italiani (e non solo). In molti “mi hanno chiamato e mi chiamano in tanti per ringraziarmi“, ma paradossalmente “in un periodo normale mi avrebbero criticato” per quel momento di – tra molte virgolette – debolezza.

“Avevo iniziato il turno in pronto soccorso alle nove della sera prima, erano le sei del mattino. Ma quella notte era successo di tutto” continua l’infermiera. “La sala era piena di pazienti spaventati, con moltissime persone in insufficienza respiratoria molto grave. Gente di tutte le età, la febbre saliva in modo repentino. La cosa che mi colpiva di più era che non dicevano nulla: erano nel letto e tacevano. Però avevano gli occhi della paura“.

Elena ricorda quando, solo pochi giorni fa, “la Cina era in televisione, ora è arrivata da noi.

Da quando la mia foto ha fatto il giro del mondo tutti mi chiamano, tutti vogliono sapere. Ma io vivo nelle retrovie, fuori dai riflettori. In questo ospedale lavoriamo tutti insieme, se riusciamo a salvare le persone è perché siamo un grande gruppo”.

Coronavirus, la foto dell’infermiera di Cremona

Il Nurse Times, giornale di informazione sanitaria, ha pubblicato una foto che è subito diventata virale. L’immagine mostra un’infermiera dell’ospedale di Cremona, città poco distante dalla zona rossa lombarda. Stanca per gli infiniti turni di lavoro atti a contrastare e debellare il Coronavirus, curando i molti pazienti ricoverati, la giovane è crollata sulla scrivania.

La donna si riposa con la testa appoggiata sopra un lenzuolo ripiegato più volte come fosse un cuscino. Una pausa breve, ma utile per recuperare le forze e le energie prima di tornare nel suo reparto dell’ospedale di Cremona, uno dei più colpiti dal contagio.

A scattare la foto è stato un medico, che ha così immortalato la collega dopo una notte trascorsa tra i corridoi dell’ospedale. L’immagine testimonia il lavoro minuzioso di medici e infermieri. La donna, solo dopo le 6 del mattino, è riuscita a fermarsi, riposandosi per qualche minuto. Appare sfinita: senza nemmeno rimuovere cuffia, camice, mascherina e gli altri dispositivi di protezione, ha appoggiato la testa sul lenzuolo.

Come lei, sono molti i colleghi appartenenti alle varie categorie professionali che quotidianamente assistono le migliaia di persone positive al Covid-19. Come l’infermiera di Cremona, sono moltissimi i medici e gli infermieri che non si perdono d’animo e manifestano un ineguagliabile grado di professionalità e dedizione. Sono costretti a turni doppi, si espongono ogni giorno a un altissimo rischio di contagio e lo stress si fa sentire. Eppure non vengono meno ai propri doveri. A loro va il ringraziamento più speciale.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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