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Coronavirus, parla Massimo Cacciari: “Sarà la pietra tombale dell’Ue”

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Il filosofo Massimo Cacciari ha espresso il suo punto di vista sull'emergenza coronavirus, definendola la pietra tombale dell'integrazione europea.

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Mentre l’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova le istituzioni comunitarie europee, in molti si stanno già chiedendo cosa accadrà quando la pandemia sarà terminata e si dovranno fare i conti con i mutamenti politici emersi da questa vicenda.

Tra essi c’è anche il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, che intervistato dalla testata Business Insider ha definito l’emergenza coronavirus la pietra tombale per il processo di integrazione europea.

Coronavirus, parla Massimo Cacciari

Parlando delle ultime decisioni dei vari stati europei per cercare di contenere l’epidemia di coronavirus, non ultima la sospensione degli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone, Cacciari ha dichiarato:Mi pare proprio che sarà una pietra tombale [per l’Ue ndr], per quanto la speranza sia l’ultima a morire. Soprattutto viste le ultime decisioni della Germania. L’assassino non è certo il coronavirus sia ben chiaro, hanno cominciato a massacrare l’Europa vent’anni fa quando hanno gestito la moneta unica come fosse il fine e non l’inizio”.

Cacciari ha poi puntato il dito contro la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, affermando che con la sua nomina sarebbero aumentate le difficoltà per i paesi del sud Europa come Italia e Grecia: “La Lagarde è stata messa lì per cambiare radicalmente le politiche di Mario Draghi, lo sapevano tutti. Ha combinato un pasticcio retorico che ha avuto conseguenze disastrose, ma le conseguenze ci sarebbero state comunque”.

Nel suo intervento, Cacciari si riferisce alla frase pronunciata dalla Lagarde a proposito dello spread e di come la Bce non avrebbe fatto nulla per contenerlo.

Il ruolo della Cina

Alla domanda dell’intervistatore sul ruolo ricoperto dalla Cina in questa crisi sanitaria, Cacciari non esclude la possibilità di un aiuto economico di Pechino ai paesi europei colpiti sulla falsariga del Piano Marshall: “È una prospettiva non impossibile. La Cina ha tutto l’interesse in una ripresa dell’Occidente e che lo sviluppo riprenda anche da noi affinché i suoi piani non vadano in fumo. Per la Cina è necessario che riprendano i consumi e l’export perché ne ha bisogno”.

Se la Cina dovesse dunque prendere il sopravvento nel mondo post coronavirus l’Europa potrebbe finire per essere inglobata all’interno della sua sfera d’influenza geopolitica, abbandonando la decennale alleanza atlantica che la lega agli Stati Uniti: “Un’Europa nello stato attuale non può che seguire la corrente e se la Cina assume una posizione da leader seguiremmo Pechino, volenti o nolenti. Se invece non lo facciamo ci barcameneremo un po’ con la Via della Seta, un po’ con i Trump. L’Europa non ha più alcuna voce in politica estera“.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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