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Coronavirus, Galli: “Gran parte dei contagi avviene nel contesto familiare”

Secondo il primario Massimo Galli, la maggior parte dei contagi da coronavirus registrati in Italia avviene all'interno dei contesti familiari.

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Il virologo Massimo Galli ha descritto i contagi da coronavirus come provenienti in misura maggiore dai contesti familiari. Ospite a Omnibus, su La7, il primario di Malattie Infettive di Milano ha dichiarato: “Uno se la prende e poi la attacca a tutti.

Non vale il discorso alla Boris Johnson, qui la storia finisce con morti”. Inoltre, di fronte alla domanda della conduttrice, riguardo il caso degli asintomatici (dai quali deriverebbero l’80% dei contagi), Galli replica spiegando come nel contesto familiare la vicinanza tra le persone sia un veicolo di diffusione della malattia privilegiato.

Coronavirus, Galli sui contagi familiari

Massimo Galli esclude la logica per la quale le persone infette devono essere relegate in un luogo e lasciate sole: occorre agire in un altro modo. “Non vale il discorso alla Boris Johnson – ha detto – o a quelli che dicevano (come per il morbillo dei bambini) ‘buttiamoli tutti lì e se la fanno tutti’. Qui la storia finisce con numerosi morti“.

Bisogna fare in modo – sostiene Galli – che le persone rimangano a distanza tra di loro e cercare di limitare i contatti con persone esterne al nucleo familiare.

Essendo il virus di facile diffusione, per combatterlo occorre quindi evitare i contatti sociali.

Sulla possibilità e la richiesta di alcune Regioni di effettuare tamponi a tappetto Galli parla chiaro: “Il tampone di massa a tappeto, visto che l’infezione ha una sua dinamicità, dal punto di vista della sanità pubblica non ha senso. Meglio il tampone mirato anche per assistere chi è a casa per circoscrivere i focolai”, aggiunge. “La madre di tutte le battaglie è ‘stare in casa’, ma anche chi sta a casa ha bisogno di indicazioni più chiare. Ci siamo occupati giustamente degli ospedali, ma la battaglia sul territorio è fondamentale. Se vinciamo questa guerra la vinciamo nel territorio, i tamponi devono servire a circoscrivere i focolai“.

Coronavirus in Lombardia

Rispetto alla situazione in Lombardia, invece, Galli ha detto: “Se non riusciamo a contenere l’infezione nell’ambito di Milano città siamo tutti nei guai, milanesi e italiani. Un’estensione importante dell’epidemia nella città di Milano può avere conseguenze rilevanti a lungo termine, credo sia sotto gli occhi di tutti e nella capacità di immaginazione di tutti”. E conclude: “Ho chiesto una mappa della città di Milano e dei comuni attorno per stabilire, via per via e quartiere per quartiere, come siamo messi in termini di infezione”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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raffaele coppola
18 Marzo 2020 11:50

Leggendo un commento del prof. Galli a proposito del lavoro dei “professori ” napoletani, sono rimasto basito circa la assoluta assenza di correttezza professionale e rispetto per l’egregio lavoro in fieri dei suoi colleghi clinici , con pari esperienze,che stanno strenuamente lavorando per cercare di debellare il corona virus. Sarà anche un illustre clinico,ma l’uomo non gode delle mia stima.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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