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Coronavirus, il bilancio dei contagi: 50.418 casi e 6.078 morti totali

In serata il capo della Protezione Civile Borrelli ha diramato il nuovo bilancio dei contagi da coronavirus, che sale a 50.418 casi e 6.078 decessi.

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Come di consueto, anche nella serata del 23 marzo è giunta la conferenza stampa del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, che ha comunicato il nuovo bilancio dei contagi in merito all’emergenza coronavirus. I dati delle ultime 24 ore mostrano un ulteriore incremento del numero assoluto degli infetti con 50.418 casi in tutta Italia e 6.078 morti in totale, a cui vanno inoltre aggiunte le 7.423 guarigioni (408 in più da ieri), ma una diminuzione dei decessi e dei nuovi positivi rispetto alla giornata del 22 marzo.

Coronavirus, il bilancio contagi oggi

Il Dipartimento della Protezione Civile ha in seguito pubblicato la tabella riepilogativa nella quale sono illustrati i dati regione per regione, con i territori italiani epicentro della pandemia che rimangono ancora quelli maggiormente colpiti dal coronavirus.

Al primo posto per numero di contagi troviamo infatti la Lombardia con 18.910 casi attualmente positivi, l’Emilia Romagna con 7.220 e il Veneto con 4.986.

A seguire troviamo Piemonte e Marche con rispettivamente 4.529 e 2.358 casi ciascuna, mentre più a sud abbiamo la Toscana con 2.301 contagi, la Liguria con 1.553, il Lazio con 1.414, la Campania con 929, la provincia autonoma di Trento con 914, la Puglia con 862, il Friuli-Venezia Giulia con 771, la provincia autonoma di Bolzano con 688, la Sicilia con 681 l’Abruzzo con 605 e l’Umbria con 556 casi.

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Tra i cento e i quattrocento contagi troviamo invece la Valle d’Aosta con 379, la Sardegna con 343 e la Calabria con 280. Al di sotto dei cento contagi rimangono infine la Basilicata con soltanto 89 casi di coronavirus; e il Molise con soli 50 contagi.

Al momento, dei 50.418 contagiati 26.522 si trovano in isolamento domiciliare, 20.692 sono ricoverati con sintomi di vario genere mentre 3.204 sono in terapia intensiva.

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Le parole di Silvio Brusaferro

Nel corso della conferenza stampa è inoltre intervenuto Silvio Brusaferro, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha spiegato come la priorità maggiore in questo momento sia quella di evitare che i sospetti positivi contagino altre persone involontariamente: “Per fare in modo che la curva dei contagi torni a scendere il passaggio certamente richiede le misure di distanziamento sociale, ma non può prescindere dal fatto che i nuovi positivi o i sospetti cessino o riducano in maniera drastica la possibilità di trasmettere l’infezione ad altri. Questa è la scommessa perché questa è la parte dove si generano i positivi che poi arrivano in ospedale”.

Brusaferro ha poi aggiunto come la lettura dei dati vada fatta tenendo conto di uno scarto di circa 15 giorni con l’effettiva trasmissione del coronavirus e la sua manifestazione nell’organismo: “Anche eventi drammatici come le morti avvengono dopo un certo arco di tempo. Quello che dobbiamo fare oggi per evitare che tra 15 giorni vi sia lo stesso numero di casi è evitare che i sospetti non trasmettano”.

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