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Coronavirus a Bergamo, dal 30 marzo si fermano le onoranze funebri

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Le onoranze funebri di Bergamo hanno annunciato lo stop ai servizi dopo che la loro richiesta di tamponi contro il coronavirus è stata ignorata.

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Dal prossimo 30 marzo le imprese di onoranze funebri della provincia di Bergamo fermeranno i loro servizi, dopo che la richiesta di effettuare tamponi periodici anti coronavirus ai dipendenti è rimasta pressoché ignorate dal governo centrale. L’annuncio è stato fatto da Antonio Ricciardi, presidente della categoria onoranze funebri dell’associazione Liberi Imprenditori Associati, che ha sottolineato: “Le istituzioni non ci hanno ascoltato. Non si tratta di garantire o non garantire un servizio. Si tratta di non contribuire alla diffusione di un virus che sta uccidendo centinaia di persone”.

Coronavirus, stop alle onoranze funebri

La decisione arriva a seguito dell’appello lanciato dalle aziende di onoranze funebri al fine di garantire lo svolgimento in piena sicurezza dei riti funebri nella provincia di Bergamo, al momento quella che conta il maggior numero di decessi in tutta Italia: “Dopo aver più volte lanciato l’allarme, siamo chiamati a fare l’unica scelta responsabile per il bene della collettività. Abbiamo dato tutto quello che potevamo sul campo, ogni giorno e ogni notte, perdendo anche amici e colleghi. Vorremmo fortemente continuare con lo stesso impegno, ma in assenza di un intervento delle istituzioni, per noi la priorità è difendere la cittadinanza, della quale anche noi facciamo parte”.

La richiesta delle aziende prevedeva tamponi periodici per tutti i dipendenti, nonché un canale prioritario sempre per i dipendenti per la fornitura di presidi protettivi medico-sanitari come mascherine, guanti e camici, al fine di svolgere il proprio lavoro in completa sicurezza.


Richiesta che è tutta via rimasta inascoltata: Chi oggi fa annunci sul garantire il servizio senza protezioni o controlli è un irresponsabile, o non ha ben chiaro a quali pericoli sta esponendo tutta la collettività. Non si tratta di garantire o non garantire un servizio. Si tratta di non contribuire alla diffusione di un virus che sta uccidendo centinaia di persone”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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