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Coronavirus, contagio più rapido con temperature tra 8 e 12 gradi

Secondo lo studio sul Coronavirus realizzato da Alessio Notari, la temperatura estiva frena il contagio. Più rapido, invece, tra 8 e 12 gradi.

coronavirus 15 minuti 90 gradi

Massimiliano Fazzini, climatologo dell’Università di Camerino e Coordinatore del Gruppo di esperti sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), aveva avvertito: “Il Coronavirus non terrebbe conto delle variazioni climatiche. Questo è il risultato di uno studio in costante evoluzione”.

Gli esperti avevano fatto sapere che “il rapporto tra l’andamento del contagio giornaliero e quello termico ha come risultato coefficiente di correlazione pari a 0,11, un dato “statisticamente insignificante. Il quadro del clima non ha influito in alcun modo sull’evoluzione dell’epidemia”. Eppure, stando allo studio sul Coronavirus recentemente condotto dall’italiano Alessio Notari, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Barcellona, il contagio può essere frenato dalla temperatura estiva.

La trasmissione del Covid-19, invece, si rivelerebbe più rapida con le basse temperature.

Coronavirus, frena il contagio con temperature estive

“Se la temperatura atmosferica è di 9,5 gradi, il tempo di raddoppio dei casi positivi è di 2,8 giorni.

Se è di 25,5 gradi è di cinque giorni”. Così emerge dall’ultimo studio condotto da Alessio Notari, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Barcellona. Il professore, originario di Rieti, ha preso in esame l’andamento dell’epidemia in 42 paesi del mondo e i dati emersi nei primi 12 giorni del contagio. Il suo studio sarà presto pubblicato su arXiv.org.

Il contagio, al contrario, si rivela più veloce con le basse temperature, soprattutto quando si attestano tra gli 8 e i 12 gradi. Sopra i 15 gradi rallenta la trasmissione. Ulteriore miglioramento ci sarebbe con il caldo estivo: le temperature superiori ai 25 gradi non favorirebbero la diffusione del Coronavirus.

Il professor Notari ha poi precisato: “Vorrei premettere che non significa che con temperature alte la trasmissione del virus non ci sia e dunque non dobbiamo sperare solo nell’arrivo del caldo. Però i dati suggeriscono che con una temperatura attorno ai 9,5 gradi l’epidemia corre più rapidamente.

Lo studio

Dallo studio del professor Notari sono emersi “due risultati principali”. In particolare, ha spiegato l’esperto:La velocità di propagazione è più bassa a temperature alte. Sembra esserci un andamento decrescente anche a temperature molto basse, forse legato a una minore interazione sociale. Di fatto c’è una temperatura ideale in cui la velocità di propagazione è la più rapida, attorno ai 10 gradi, per la precisione 9.5″. Tuttavia, ha aggiunto: “Va detto però che ci sono altre variabili che non dipendono solo dalla temperatura: un esempio, in Brasile, paese caldo, la velocità di propagazione è molto alta. Questo ci dice che ci sono altri fattori: la presenza di turisti, le interazioni sociali, l’abitudine a portare le mascherine. Per quest’ultimo motivo, per esempio, in paesi come Giappone e Singapore, dove c’è la cultura dell’uso della mascherina e dove ci si saluta da lontano, la velocità di diffusione è relativamente bassa”.

In estate potremo quindi tirare un sospiro di sollievo assistendo a un panorama più tranquillo? Finiranno i contagi? “Sulla base dei dati raccolti e analizzati è possibile. Parlo di rallentamento, ma comunque non sarà sufficiente affidarsi solo alla temperatura più alta, su questo voglio essere chiaro”, ha ribadito il professor Notari.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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