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Coronavirus, epidemiologo Lopalco: “Mascherine necessarie fino al vaccino”

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Sull'emergenza Coronavirus è intervenuto anche l'epidemiologo Lopalco: "Le misure di distanziamento sociale non saranno abolite", ha dichiarato.

Coronavirus mascherine
Coronavirus mascherine

Il consiglio, lo hanno già ribadito gli esperti, è quello di mantenere distanza e mascherina anche quando l’emergenza sanitaria sarà passata. Si rischia una nuova ondata: per questo motivo, sottolineano epidemiologi e virologi, è fondamentale tenere a freno un nuovo possibile focolaio. Facendo il punto sull’emergenza Coronavirus in Regione, l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ha avvertito: Nei prossimi mesi le mascherine dovranno essere una costante. Dovremo abituarci a usarla tutti, da qui in poi”. L’assessore ha poi fatto sapere che una serie di aziende italiane stanno facendo testare “dal Politecnico di Milano le loro mascherine e alcune sono già state autorizzate. Sono tre tipi considerate idonee con filtraggio all’80%, si stanno producendo. Una prima azienda ne sta producendo 900mila al giorno”.

Anche l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, professore dell’università di Pisa e consulente per l’emergenza Coronavirus in Puglia, ha spiegato perché dobbiamo abituarci a convivere con le mascherine e il distanziamento sociale, sottolineandone l’importanza almeno fino a quando non sarà individuato un vaccino contro il Covid-19.

Intanto il professore ha lanciato un appello: “Lanciare da subito una forte campagna di acquisto e uso dei vaccini influenzali. A sua detta, infatti, è fondamentale avere scorte perché andranno a ruba. E dovremmo raggiungere altissime coperture, non possiamo permetterci di arrivare all’inverno con l’incertezza”. Lo ha detto senza mezzi termini: “O è influenza o Coronavirus”.

Coronavirus, l’importanza delle mascherine

La grande solidarietà del made in Italy ha spinto molte aziende a riconvertire la propria produzione per dare un aiuto sia agli ospedali sia al resto dei cittadini. A lungo le mascherine non sono state disponibili, proprio come i gel disinfettanti. Ancora, molto spesso, non è facile reperirle. Fortunatamente migliaia sono state distribuite dalla Protezione civile. Altre ancora, invece, sono state donate da imprenditori o Paesi esteri. A tal proposito Gallera ha dichiarato: La Regione Lombardia cercherà di metterle a disposizione di tutti i lombardi. Dobbiamo abituarci a proteggerci e proteggere gli altri, quindi qualsiasi cosa possa essere usato per fare da filtro è assolutamente importante”.

“Abbiamo avuto un’esposizione al virus enormemente superiore al Nord rispetto al Sud. E di questo dobbiamo tener conto anche ai fini delle politiche di riapertura. Questi milioni di contagiati ovviamente non sono sparsi in maniera equa su tutto il territorio. Per esempio dubito che il 10% della popolazione si sia infettata in Sardegna”, ha ricordato l’epidemiologo Lopalco.

Il professore ha messo in guardia gli italiani, avvisandoli con largo anticipo:Le misure di distanziamento sociale non saranno abolite. Noi non abbiamo il vaccino, quindi dobbiamo sempre tenere sotto controllo la trasmissione del virus, altrimenti non potrà interrompersi. Poi ha chiarito: “Il discorso è semplice e significa, per esempio, che se noi dovremmo entrare in un locale molto affollato come la metropolitana dovremmo portare la mascherina, è una misura. Finché non avremmo un vaccino non potremmo farne a meno. Quindi ha ribadito: Non arriverà mai il momento in cui diciamo stop, tutti fuori come prima. Questo potrà avvenire solo e soltanto quando avremo un vaccino che avrà messo in sicurezza la popolazione.

Come e quando si arginerà l’epidemia

L’esperto ha spiegato: “L’epidemia si blocca esclusivamente con il vaccino. Inaccettabile lasciar correre il virus. Non c’è bisogno neanche più di dirlo, lo abbiamo visto cosa succede. Adesso dobbiamo far passare l’ondata, studiare bene le dinamiche che il virus ha creato nella popolazione, le fasce più colpite, quelle meno colpite”. Naturalmente, ha fatto sapere, sarà necessario organizzare una riapertura in sicurezza. Serve una strategia complessa, fatta di tante misure, fra cui quella banalissima e irrinunciabile di portare tutti le mascherine se ci avviciniamo a meno di un metro da un’altra persona.

Quindi, parlando delle misure contro il Coronavirus e dell’importanza delle mascherine, ha chiarito: “Ovviamente non servono per fare jogging in solitaria o andare in auto. Ma dovremmo abituarci a portarle”. Anche in spiaggia dovremo indossarle? Si domanda qualcuno già in trepidante attesa delle belle giornate estive. “Dovremmo vedere come si comporta il virus col caldo, con il vero caldo”, è la sua risposta.

Tuttavia, non si è detto particolarmente fiducioso, dichiarando: Non ho grandi speranze su questo, e comunque vada non riesco a immaginarmi in nessun caso nemmeno in una spiaggia una folla di gente. Dovremmo immaginare un modo di goderci l’aria fresca senza ammassarci. Dobbiamo capire che non potremo per i prossimi mesi stare appiccicati l’uno all’altro.

Per riuscire davvero a contrastare il Coronavirus resta importantissime la distanza e le mascherine. Tali provvedimenti saranno necessari almeno per una stagione, ha spiegato il professore. Dopodiché Lopalco spera che “l’inverno prossimo già avremmo i primi vaccini disponibili”. Nel frattempo, si rivelerà necessaria “una riapertura graduale mettendo in sicurezza le persone fragili”. Bisognerà riflettere e adottare “una strategia complessa, con una forte sorveglianza sanitaria che individui subito il primo eventuale caso sospetto e lo isoli, che ci permetta di arrivare col minimo di incidenza di casi di malattia e soprattutto eviti i casi gravi fino al vaccino. Non stiamo parlando di tutta l’esistenza, ma dei mesi che ci separano dalla fine della prima ondata pandemica fino alla messa a punto del vaccino”.

Le analisi dell’epidemiologo Lopalco

Analizzando uno studio condotto dal Centro per i modelli delle malattie infettive dell’Imperial College di Londra, il professore ha evidenziato tre importanti conclusioni che ne emergono: “Prima cosa fondamentale: servono con una certa urgenza studi siero-epidemiologici. I modelli mi dicono da 2 a 15 milioni italiani hanno contratto il virus? Io voglio sapere dove sono, in quali fasce di età, in quali regioni. Perché questo è elemento di conoscenza importantissimo per pianificare la ripresa delle attività”. Dallo studio, inoltre, si evince che l’elevato tasso di deceduti rispecchia dei numeri spaventosi che sottolineano l’importanza delle misure prese dal governo italiano“. Per Lopalco sono soprattutto: “Un cubitale warning, segnale di attenzione e di estrema cautela da tenere presente nel momento in cui si decida di diminuire le misure di contenimento e di distanziamento sociale”. E ancora: “La curva della proiezione della mortalità in assenza di misure è impressionante. In Italia le misure hanno evitato 38mila morti al 31 marzo, con una stima che va 13 fino a 84mila morti evitate, persone salvate”.

Inoltre, “le misure di contenimento e distanziamento hanno rallentato la velocità di trasmissione”, la quale “è diminuita da 3,87% fino a poco più dell’1%, quindi con le misure di distanziamento sociale sul territorio la velocità con cui il virus si trasmette diminuisce e permette di tenere l’epidemia sotto controllo. Sotto l’1% l’epidemia si ferma. Man mano che si va avanti con le attività di contenimento arriveremo al punto in cui la curva epidemica si abbasserà fino fino a spegnersi”, è il terzo aspetto importante che deriverebbe dallo studio londinese sul quale si è soffermato lo stesso Lopalco.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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