×

Coronavirus, bambini e genitori insultati durante la passeggiata

Condividi su Facebook

Insulti, sui social e sui balconi, per chi fa la passeggiata con i bambini durante l'emergenza coronavirus.

coronavirus insulti passeggiata bambini 

Un aspetto che ricorderemo dell’emergenza coronavirus è il ruolo volto dai balconi, luoghi da cui poter far partire un flashmob sonoro oppure qualche insulto a chi esce di casa, prima rivolgendosi ai runner ora ai genitori che accompagno i loro bambini a fare una passeggiata. Le comunicazioni governative su questo punto non hanno di certo aiutato visto che prima era stata data la possibilità ai più piccoli di trascorrere un po’ di tempo all’aperto, salvo poi restringere fortemente i momenti della giornata in cui è possibile farlo. E poi, immancabili, gli attacchi social a chi esce di casa, gli stessi che avrebbero spinto Federica, mamma di 38 anni della piccola Bianca di 10, a rinunciare alle passeggiate. All’Ansa la mamma ha dichiarato: “Quando è uscita la circolare del Viminale ero felicissima, oggi volevo portare fuori mia figlia, ma dopo aver visto quello che scrive la gente sui social ho quasi il terrore di farlo, davvero devo avere paura di portare mia figlia 10 minuti a sgranchirsi le gambe?”.


Coronavirus, insulti per passeggiata dei bambini

Dello stesso parere anche un’altra mamma che sempre all’Ansa ha detto: “Non siamo ancora usciti a passeggiare e già ci danno degli ignoranti” mostrando poi gli oltre 1000 commenti sotto il post di Lombardia Notizie che riteneva folle la possibilità di concedere a bambini e genitori un passeggiata. Il tono dei commenti è più o meno di questo tipo: “Da oggi assisteremo a orde di bambini e genitori liberi di scorrazzare in giro, vanificando tutti i sacrifici fatti fino a ora!”.

L’odio dei social e dei balconi

E poi, oltre i social, l’altro campo di battaglia è quello dei balconi: Sono separata e l’altro giorno – racconta all’Ansa una mamma di due figli di 10 e 7 anni – ho accompagnato i bambini dal padre, ci siamo fermati pochi minuti nello spazio verde sotto casa, non recintato, e in un attimo diverse persone si sono affacciate urlandoci insulti di ogni tipo dai balconi, i bambini si sono spaventati, soprattutto quando sono partite le minacce di chiamare la polizia, che poi è pure arrivata.

Che dire? Poveri poliziotti, erano più imbarazzati di noi, ci hanno chiesto gentilmente di andare a casa per quieto vivere, ma si vedeva quanto fossero dispiaciuti. Poi la sera ho scoperto che le stesse persone che ci hanno urlato contro ci hanno ripreso e buttato in pasto sui social, senza nessun rispetto nemmeno per i bambini, che si vedono benissimo. Quando ho letto i commenti sotto il video sono andata a farmi una doccia, per poter piangere senza che i bambini se ne accorgessero. Uscirò ancora con loro? Sì, perché una passeggiata li aiuta a essere un poco più sereni, ma ho tante amiche che hanno deciso di non farlo per paura”.

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.


Contatti:

1
Scrivi un commento

1000
1 Discussioni
0 Risposte alle discussioni
0 Follower
 
Commenti con più reazioni
Discussioni più accese
1 Commentatori
più recenti più vecchi
Caterina Sorgi

I bambini possono stare in casa, è un periodo passeggero e lo stare a casa è meglio che essere intubati Non si muore restando a casa ,quando ero piccola non uscivo ogni giorno sono cresciuta lo stesso


Contatti:
Riccardo Castrichini

Nato a Latina il 23/03/1991, é laureato in Economia e Marketing presso l'Università La Sapienza di Roma. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con diverse testate tra cui TGcom24 e IlGiornaleOff. Lavora come speaker a Radio Rock.

Leggi anche

Entire Digital Publishing - Learn to read again.