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Coronavirus, il commento di Alessandro Gilioli su termine quarantena

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Il vicedirettore de L'Espresso Alessandro Gilioli ha commentato la retromarcia di Borrelli sulla fine della quarantena, che andrà oltre il 13 aprile.

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Una quarantena che durerà ben oltre il 13 aprile e un cambiamento del nostro stile di vita che a causa del coronavirus si protrarrà per almeno altri due anni: è questa la previsione che nella serata del 3 aprile il vicedirettore de L’Espresso Alessandro Gilioli ha fatto sul suo account social, commentando la parziale retromarcia del capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli in merito alla fine del lock down il prossimo 13 aprile.

Gilioli ha infatti definito inverosimile la data, considerando i ponti festivi presenti nelle settimane immediatamente successive al 13.

Coronavirus, Gilioli su fine quarantena

In un post pubblicato nella serata del 3 aprile, Gilioli afferma infatti che Borrelli: “Non può certo smentire la data ufficiale del governo, 13 aprile. Ma anche i sassi capiscono – basta vedere il calendario: la settimana successiva c’è il weekend del 25 aprile e quella dopo ancora il ponte del primo maggio, mezza Italia che se liberata va al mare, fave e pecorino, che figata, è tutto finito. Il che non è ovviamente pensabile”.

Secondo Gilioli infatti si dovrà attendere ancora molto tempo per la riapertura degli esercizi commerciali dove il contatto con il pubblico è più diretto, per non parlare delle strutture scolastiche e alberghiere: “Nessuna delle misure attuali (nessuna) verrà ritirata prima dell’11 maggio. L’anno scolastico non riprenderà. Diverse tipologie di esercizi non riapriranno (quelle che implicano contatti corporei, tipo massaggi estetisti, forse parrucchieri).

Ripartiranno gradualmente le attività produttive, più o meno tutte, seppur con nuove regole”.

Due anni di isolamento

Il vicedirettore de L’Espresso afferma in seguito come questo nuovo stile di vita verrà protratto ancora a lungo, in attesa di probabili seconde e terze ondate della pandemia: “L’estate la vivremo più liberamente di ora ma non certo libera come quella dell’anno scorso. Le misure restrittive un po’ allargate d’estate saranno nuovamente ristrette a ottobre nella paura di una seconda ondata.

Cinema a scacchiera, treni anche, mascherine obbligatorie per entrare nei negozi, guanti idem etc. Possibili nuovi lockdown di una-due settimane”.

La previsione finale del giornalista è quella di un cambiamento radicale che ci costringerà a uno stop della durata di due anni, almeno fino a quando non verrà sviluppato un vaccino efficace: “Tutto ciò probabilmente, a cicli di parziali aperture e chiusure, per almeno due anni, cioè quando inizierà la distribuzione di massa del vaccino e quando avremo avremo certezze sul mitici kit per ottenere il Passaporto Immunitario. Finisce davvero, in una proiezione ottimistica, a estate 2022″.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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