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Coronavirus, nasce il gruppo Facebook che chiede giustizia per le vittime

Su Facebook il grido di giustizia dei familiari delle vittime del coronvirus che vogliono spiegazioni sui presunti casi di malasanità

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Su Facebook è nata una nutrita community dei familiari delle vittime del coronavirus che al motto di “Noi denunceremo“, questo il nome del gruppo, chiede a gran voce giustizia per i propri cari. Al momento sono ben 26mila i membri, ma è ipotizzabile pensare che aumenteranno nel corso dei prossimi giorni, visto che sono molte le persone che si sono sentite lasciate sole in questa epidemia e che hanno visto loro parenti e amici morire senza ricevere le adeguate cure.

Il gruppo Facebook che chiede giustizia per le vittime

Nel gruppo si trovano le storie di dolore e di morte per presunta malasanità o indifferenza delle istituzioni e delle autorità sanitarie.

Gli amministratori scrivono: “Nasciamo per un bisogno di giustizia e di verità per dare pace ai nostri morti che non hanno nemmeno potuto avere una degna sepoltura. Quando tutto sarà finito chi ha sbagliato e girato la testa dall’altra parte dovrà pagare. Denunceremo e chiederemo giustizia”.

I racconti dei partenti delle vittime

Tra i creatori del gruppo Facebook c’è anche Luca Fusco, un giovane che ha perso il proprio nonno a causa del coronavirus: “Gli ho fatto una promessa – dice Fusco – che non mi sarei fermato finché non avrei avuto risposte e giustizia sulla sua morte.

Lui per me ha fatto tutto, non posso deluderlo”. Di commenti e di storie di questo tipo se ne possono trovare moltissime in questa community. C’è ad esempio quella di May Sugar che cerca giustizia per il proprio papà: “Mi avevano detto che avevano fatto il tampone a mio padre, ma è solo dopo sei giorni dalla sua morte che abbiamo appreso che non glielo avevano fatto”, o quella di Chirine la cui mamma di 51 anni sarebbe arrivata in ospedale troppo tardi e avrebbe trascorso un giorno di attesa senza cure al pronto soccorso.

Le testimonianze aumentano ora dopo ora e tutti pretendono chiarezza e giustizia sulla morte dei loro cari.

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