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Coronavirus, la quarantena a Milano tra paure, problemi e speranze

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Il New York Times ha pubblicato un video che racconta come si vive la quarantena a Milano: problemi, paure e piccole felicità.

coroanvirus quarantena milano
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Come si vive la quarantena causa coronavirus a Milano: lo raccontano in un video, pubblicato sul New York Times, due filmmakers, Niccolò Natali e Nikola Lorenzin. Un drone ha sorvolato la città meneghina e ha raccolto una serie di scatti e di immagini che raccontano come si vive l’isolamento in una metropoli italiana. Paura, problemi ma anche speranza e piccole gioie quotidiane raccontate dai cittadini che non vedono l’ora di riprendere la normalità.

Coronavirus, la quarantena a Milano

Inizia con un insolito silenzio il video pubblicato sul New York Times che racconta come si vive la quarantena da coronavirus nella città di Milano. Una città svuotata a causa dell’emergenza che ha colpito l’Italia, ma che con grande forza sta lottando contro un nemico invisibile. Immagini di palazzi dove le persone si affacciano ai balconi per parlare con i vicini e dove le uniche interazioni sociali possono avvenire a distanza.

Cittadini che non perdono il loro sorriso e la loro speranza nemmeno di fronte a una situazione drammatica come quella portata dal Covid-19. Paura, angoscia e timore sono emozioni ricorrenti: forse proprio perché non è chiaro quando tutto questo possa finire. “Vedere dalla finestra un sorriso o qualcuno che ti saluta ti rallegra il cuore – racconta qualcuno – perché sai che in questa emergenza non sei da solo”.

“Tra le mura di casa io mi sento sicura”, dicono altri. E ancora: “Un incubo”, raccontano i milanesi. “Dentro sto a pezzi”, ha raccontato un padre di famiglia che ha rinunciato a vedere la figlia perché svolge il lavoro di manutentore in ospedale e non si perdonerebbe mai il contagio da parte sua a un membro della famiglia.

Le persone sono distanti fisicamente, ma vicine nelle emozioni e nelle paure. “Ho paura di perdere qualcuno dei miei affetti – racconta una donna -. Credo che questo sia l’aspetto più disumano di tutta questa vicenda”. C’è anche chi ha paura di stare male, chi ha paura di restare da solo di fronte alla malattia; c’è anche chi teme di non essere perdonato da Dio. Qualcuno ha paura che questa emergenza possa cambiare completamente il futuro e possa stravolgerlo in modo impensabile. Ma moltissimi temono anche che l’emergenza non abbia una fine.

Tra le speranze, invece, un padre non vede l’ora di tornare ad abbracciare la sua bambina. Una madre vorrebbe rivedere il figlio lontano da casa. Tutti vorrebbero riprendere la normalità e ricordare questo periodo come un capitolo concluso della nostra storia. Una vita completamente stravolta quella delle persone costrette in quarantena: sono ormai un miliardo le persone in isolamento in tutto il mondo.

Ma tutto ha un inizio e una fine: insieme ce la faremo.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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