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Firenze, da capitale del turismo a città fantasma: il videoreportage

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I fiorentini nelle loro case aspettano e resistono. Le interviste ai pochi passanti e lavoratori incontrati per strada testimoniano l'ansia e la preoccupazione: quello che li accomuna è l'incertezza sul futuro.

Firenze deserta
Firenze deserta

La capitale del turismo e dei beni culturali, fino a poco tempo fa assediata dai visitatori, mostra in questi giorni un volto nuovo: le misure di contenimento del Coronavirus l’hanno svuotata, rendendola desolata e surreale. Il panorama è cambiato e, passeggiando per le strade, si avverte un fascino inedito, unito a un brivido di inquietudine. I luoghi sono gli stessi ma appaiono diversi. La bellezza è sempre lì, ma non è più a disposizione di chi passa, perché è vietato uscire: salvo per casi eccezionali, di necessità e di urgenza, bisogna restare a casa. Lo impongono le regole che tentano di fermare la pandemia, che intanto sta facendo vittime in tutto il mondo, costringendo ad aggiornare il numero di chi non ce l’ha fatta ogni giorno, come in un triste bollettino di guerra. Le città svuotate, ovunque, danno un senso di incredulità e Firenze non è da meno.

Firenze: il videoreportage della città deserta

Un video-racconto mostra gli scorci unici, un tempo meta di ressa turistica e oggi deserti. Le interviste ai pochi passanti e lavoratori incontrati per strada testimoniano l’ansia e la preoccupazione per il momento che stiamo vivendo e per il futuro.

La pandemia corre nel mondo. Non risparmia l’Italia. Il Governo prende provvedimenti legati alla contingenza per impedire che il contagio si diffonda. Il presidente del Consiglio dei ministri Conte dichiara lo stato di emergenza, vara decreti che impongono la chiusura delle scuole, della maggior parte delle attività commerciali e lavorative e l’obbligo per tutti i cittadini di restare a casa per evitare che il Covid-19 si propaghi: bisogna proteggere le fasce più deboli, gli anziani, che sono i più colpiti, ed evitare che l’emergenza coronavirus metta in ginocchio il sistema sanitario nazionale.

L’appuntamento con il bollettino della Protezione civile per la conta dei malati è alle 18.

Nelle case degli Italiani la televisione e la radio trasmettono gli aggiornamenti. Il numero dei contagiati e dei morti non rassicura. Così, si cerca di esorcizzare il dramma. In tanti, attraverso i social, si organizzano in mobilitazioni e iniziative volte a farsi forza e darsi coraggio reciprocamente. Iniziano a comparire hashtag e cartelli per strada. “Andrà tutto bene” “Restiamo a casa” “Uniti nella distanza” “Insieme ce la faremo” diventano gli slogan di questo tempo sospeso. I bambini lo scrivono sui loro disegni, dove protagonista è spesso l’arcobaleno, gli adulti ne fanno cartelli per le vetrine o modificano la foto del profilo social. È un modo per non arrendersi, per far passare il tempo, per dire che torneremo alla normalità. Intanto c’è chi fa jogging sul terrazzo, chi si parla da una finestra all’altra, chi suona o si esibisce in canti e balli.

Ognuno trova la sua via per resistere e soprattutto per dire grazie a medici, infermieri e operatori sanitari, i nuovi eroi dei giorni nostri, che ricevono applausi e ringraziamenti collettivi.

Così, armati di mascherina e nel rispetto delle distanze di sicurezza, con telecamera e microfono, abbiamo voluto raccontare l’aria che si respira nelle strade del capoluogo toscano, raccogliendo le opinioni dei pochi passanti e lavoratori che abbiamo incontrato. La nostra è una testimonianza diretta, per non dimenticare.

Abbiamo visto la città svuotarsi, il silenzio regnare, la natura riprendersi i suoi spazi: l’Arno non era così limpido da decenni. Piazzale Michelangelo, piazza della Signoria, la zona del Duomo, Ponte Vecchio, vuoti, si sono mostrati in tutto la loro maestosità: arte e bellezza, miste a struggimento e preoccupazione sottolineata dalla presenza delle forze dell’ordine, incaricate di far sì che i cittadini rispettino il decreto di restare a casa, multando i trasgressori.

Nel nostro piccolo viaggio in una Firenze che combatte il virus, abbiamo incontrato chi lavora da casa, tassisti, rider, studentesse e non solo. Accomuna tutti l’incertezza sul futuro, ma anche la consapevolezza che, lasciarsi prendere dalla paura e contribuire alla psicosi collettiva, può essere inutile e dannoso.
Questo è il nostro racconto. Attraverso la voce narrante di Maurizio Lombardi, attore, e la colonna sonora di Gichu Joy, compositore indiano, il video-reportage testimonia la resistenza della città che, da capitale del turismo, una mattina si è svegliata deserta, fantasma, mostrandoci un volto diverso: segreto, magico e per certi versi inquietante.
I fiorentini nelle loro case aspettano e resistono. E’ un popolo che ne ha viste tante: dalla Grande Guerra, col Ponte Vecchio risparmiato dalle bombe naziste, all’Alluvione del ’66. Fiorenza rinascerà. Come solo lei sa fare.

Reportage di Giacomo Helferich e Giovanni Guderzo.

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono le proprie città e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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