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Coronavirus, Galli sulla riapertura: “La normalità non tornerà presto”

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Galli frena sulla riapertura dopo il coronavirus e invita a non gettare la spugna: commettere un errore adesso potrebbe vanificare ogni sforzo.

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Il primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, frena sulla riapertura dopo il coronavirus e avverte: “Non cantiamo vittoria troppo presto”. Anche Burioni a Che Tempo Che Fa ha avvertito che è meglio una dura verità piuttosto che un’illusione. Pare quindi che per tornare alla normalità servirà ancora un po’ di tempo. “Sembra che la decrescita – ha aggiunto il direttore – stia dando qualche piccolo ma non trascurabile segnale. Ce la giochiamo per il momento a non avere un’epidemia trasferita al Sud che sarebbe la cosa peggiore. Per il momento non è accaduto”.

Coronavirus In Lombardia

Massimo Galli ha sottolineato come “in Lombardia, ad essere ottimisti, abbiamo dalle 7 alle 10 volte più infettati rispetto ai dati ufficiali. È evidente che il distanziamento è stato fondamentale per affrontare l’epidemia, ma persone che possono andare ad aggravarsi stando in casa purtroppo ce ne sono per forza”.

Coronavirus, Galli sulla riapertura

Di fronte a un calo dei contagi da coronavirus, seppur lieve e non affiancato da un calo significativo dei decessi, si inizia a pensare alla riapertura: Galli, però, invita a non illudersi.

“La normalità”, ha detto il direttore, “non tornerà presto”. Il direttore ritiene giusto iniziare a programmare quali attività aprire prima e quali dopo, ma farlo troppo presto potrebbe vanificare gli sforzi fatti fino ad ora.

Il numero ancora significativo dei decessi, secondo l’esperto, è dovuto al fatto che si tratta di “persone che hanno combattuto la malattia per molto tempo e che non ce l’hanno fatta. I morti di adesso – ha sottolineato – sono in larga misura persone che si sono infettate parecchio tempo fa”.

Per quanto riguarda, invece, il calo dell’età media del contagio, che è arrivata a colpire i 40-50enni, Galli chiarisce che “dipende dalle rilevazioni che si fanno”. Il coronavirus “resta una malattia dell’anziano”, ha detto il primario. Conta anche, però, “la configurazione demografica del Paese”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Nunzia

Non dobbiamo uscire inutilmente!!!!
Non dobbiamo aprire nessuna attività a meno che’ beni primari 😡
Non dobbiamo mollare ora….
Troppe anime abbiamo perso 😔
E non devono ancora aumentare i contagi e i decessi 😡😡😡😡
Confido in voi ….
RINGRAZIO GLI OPERATORI SANITARI DAL 1 all’ultimo 🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻
GRAZIEEE X QUELLO CHE STATE FACENDO RISCHIANDO LA VOSTRA VITAAAA🙏🏻❤️
💪💪💪💪💪💪💪🇮🇹
INSIEME NE USCIREMO VIVI 😘
TUTTI RIVOGLIAMO LA NOSTRA VITA🇮🇹


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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