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Coronavirus, la Federazione bocce conta i caduti: 250 morti

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Il presidente nazionale della Federazione italiana bocce: "Il coronavirus per noi è stata una strage".

I bocciodromi
La Federazione Italiana bocce

L’emergenza coronavirus per la Federazione bocce è stata una “strage“. Tra i deceduti a causa del virus i dirigenti regionali Italo Balbinot in Veneto e Benito Scazzoli in Lombardia, il campione 61enne Giuliano Mirandola e l’allenatore nazionale Gianni Negrusso.

Coronavirus, la Federazione bocce piange 250 tesserati

“Una strage. Come altro potrei chiamarla? Qui a Bergamo ho mandato messaggi di cordoglio alle famiglie di 35 soci morti di virus in poche settimane. Avevano dai 60 ai 75 anni e frequentavano regolarmente i nostri campi in una provincia dove le bocce, mi creda, sono religione – spiega il presidente della sezione bergamasca della Federazione italiana bocce Roberto Nespoli sulle pagine del Corriere della Sera -. Giocavano, si divertivano, si impegnavano nel volontariato perché il nostro piccolo grande sport è soprattutto quello. A un certo punto ho smesso di contare gli amici scomparsi perché ho dovuto lottare per la mia, di vita. Sono rimasto contagiato, ho passato 15 giorni che non augurerei al peggior nemico.

Ne sono uscito e domani ho una radiografia di controllo ai polmoni: incrocio le dita”.

Sulle pagine del Corriere della Sera anche le dichiarazioni del presidente nazionale: “Le bocce piangono centinaia di contagi e almeno 250 morti — racconta Marco Giunio De Santis — soprattutto tra Veneto, Friuli, Lombardia, Piemonte e Marche, regioni di grande tradizione. Un bilancio definitivo al momento è impossibile“.


“Degli amici che ci hanno lasciato — spiega Giorgio Marian, presidente della federazione veneta — ho perso il conto. Tra noi ci consideriamo fratelli perché questo è più di uno sport”.

Anche il numero di medici morti è aumentato in questi giorni arrivando sfortunatamente a 100.

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.


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Federico Dedori

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.

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