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La lettera di un clochard di Taranto: “Ho fame, non so dove andare”

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Un clochard di Taranto ha scritto una lettera di richiesta di aiuto lasciandola nella cassetta del book crossing: il Comune ha risposto al suo appello.

lettera clochard taranto

Un clochard ha scritto una lettera e l’ha lasciata nella cassetta del book crossing di Taranto per chiedere aiuto dato che, con l’emergenza coronavirus in corso, “la Caritas e i luoghi dove potevo lavarmi e mangiare sono stati chiusi“.

Un’amministratrice comunale l’ha trovata e gli ha risposto mettendogli a disposizione un pasto caldo e la possibilità di farsi una doccia.

Lettera di un clochard a Taranto

Il suo nome è Ale ed è un amante della lettura, tanto da aver letto tutti i libri presenti nella cassetta e che sono a disposizione gratuitamente. Da tempo però è costretto a vivere in strada a causa di una difficile situazione familiare di violenze fisiche e psicologiche che più volte l’hanno portato anche a finire in ospedale per curare i traumi fisici riportati.

Se prima dello scoppio dell’epidemia aveva la possibilità di nutrirsi, ora che i luoghi dove si recava sono stati costretti a chiusura “ho perso dieci chili per mancanza di un pasto quotidiano sufficiente e decente. Ho fame!!“. Oltre alla fame soffre anche “la necessità di una doccia, che si fa sempre più marcata nell’odore che mi porto addosso e nell’aspetto decisamente trasandato“.

Una richiesta di aiuto dunque che è stata immediatamente raccolta dall’assessore Francesca Viggiano.

L’amministratrice ha scritto anch’ella una lettera in cui spiegava di aver messo a sua disposizione un kit con mascherine, guanti, indumenti puliti e due libri, data la sua passione per la lettura. Il Comune gli ha poi concesso di recarsi ogni giorno dalle 9 alle 12 in una determinata via per potersi lavare e gli ha altresì garantito pranzo e cena ogni giorno alle 12:30 e alle 19:30.

Dobbiamo anche prenderci cura di chi ha grande difficoltà nella sua giornata quotidiana a prescindere dall’epidemia“, ha affermato il sindaco della cittadina. La sua speranza è che chi ha lasciato quella lettera possa, grazie al loro aiuto, trovare un po’ di calore e sentire che la comunità c’è ed è presente.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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dariap
9 Aprile 2020 14:15

Ale..fatti furbo. Spalmati la faccia di crema nera da scarpe e di’ che sei un naufrago africano, torturato, perseguitato, e pure gay (questo funziona sempre). Tranquillo che ti sistemano in residence 4 stelle a vita.


Contatti:
Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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