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Coronavirus, la preghiera del Papa in una Via Crucis deserta e buia

In una Piazza San Pietro deserta a causa delle restrizioni anti coronavirus, Papa Francesco ha celebrato la Via Crucis del Venerdì Santo.

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In una Piazza San Pietro deserta a causa delle restrizioni anti coronavirus, ed eccezionalmente non nell’usuale location del Colosseo, Papa Francesco ha celebrato la Via Crucis in occasione della ricorrenza del Venerdì Santo. Il pontefice ha pregato affinché l’umanità non venga lasciata sola in balia dell’emergenza sanitaria che sta flagellando il pianeta: “Signore, che non ci lasci nelle tenebre e nell’ombra della morte, proteggici con lo scudo della sua potenza.

Dio, difensore dei poveri e degli afflitti, aiutaci a portare ogni giorno il giogo”.

Coronavirus, la Via Crucis di Papa Francesco

A causa delle disposizioni governative sul contenimento del coronavirus, quest’anno la Via Crucis non si è potuta svolgere al Colosseo ma è stata relegata entro i confini di Piazza San Pietro.

Da qui Papa Francesco ha seguito l’intera cerimonia posizionato sotto lo stesso baldacchino utilizzato per la benedizione Urbi et Orbi celebrata lo scorso 27 marzo.

Per la Via Crucis di quest’anno, i testi delle 14 stazioni sono stati scritti da altrettante persone scelte all’interno dell’ambiente carcerario, per la precisione dalla Cappellania della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova.

Una decisione volta a evidenziare il paragone tra il calvario e la resurrezione di Gesù Cristo con il senso di pentimento e di espiazione della colpa vissuto da un carcerato.

I testi delle 14 stazioni

I testi delle stazioni sono stati letti rispettivamente da cinque persone detenute, da familiari di vittima di omicidio, dalla figlia di un ergastolano, da un’educatrice, da un magistrato di sorveglianza, dalla madre di un detenuto, da una catechista, da un frate volontario, da un agente di Polizia Penitenziaria e da un sacerdote accusato e poi assolto.

Anche la croce è stata portata lungo le stazioni da diverse persone legate al carcere padovano, tra cui l’ex detenuto Michele, il direttore della casa circondariale Claudio Mazzeo e il vicecommissario della Polizia Penitenziaria Maria Grazia Grassi. Hanno portato la croce anche alcuni medici e infermieri in rappresentanza del personale sanitario che in questi giorni sta lottando per curare le persone colpite dal coronavirus negli ospedali italiani.

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