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San Marco in Lamis, 200 in processione nonostante l’emergenza Covid-19

In piena crisi in 200 compreso il sindaco hanno partecipato alla processione a San Marco in Lamis per il Venerdì santo.

In processione nonostante l'emergenza coronavirus
La processione

Uno schiaffo a tutto il popolo italiano, a San Marco in Lamis in 200 hanno partecipato alla processione per il Venerdì santo nonostante l’emergenza coronavirus. Tra le persone presenti anche il sindaco.

San Marco in Lamis 200 in processione

Nonostante i morti, i malati e i medici che lavorano giorno e notte, a San Marco in Lamis 200 persone hanno partecipato alla processione per il Venerdì santo nonostante i divieti di assembramento per evitare il contagio da coronavirus. Il 10 aprile sul sagrato della chiesa dell’Addolarata c’erano il parroco, il sindaco del centro garganico, Michele Merla, e tantissimi uomini, donne, bambini e anziani.

Alcuni anche senza mascherina. Nel paese di 15mila abitanti i decreti del governo probabilmente non sono arrivati.

Le immagini e i video pubblicati suoi social hanno fatto il giro del Paese causando indignazione e rabbia. Il sindaco ha commentato: “Mi assumo la colpa di non aver avuto il coraggio di dire a don Matteo di interrompere il momento di preghiera – ha spiegato Merla -.

Non me la sono sentita, ma mi rendo conto, col senno di poi, di aver sbagliato. Ma avrei voluto interromperlo. Questa è la mia colpa e me la prendo“.

All’interno del paese all’inizio dell’epidemia si era anche svolto un funerale di una persona prima che arrivasse il risultato (positivo) del tampone al Covid-19. Nemmeno la lunga lista di medici morti a causa del virus, i malati e le immagini spaventose arrivate da New York hanno fermato alcuni cittadini di San Marco in Lamis.

In molti già chiedono le dimissioni del sindaco.

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