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Coronavirus, dati Istat in Italia: “Ecatombe nelle aree dei focolai”

Nelle zone dei focolai più colpiti dalla pandemia da coronavirus emerge un quadro ben più nero di quello paventato.

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A causa della pandemia da coronavirus, l’Istat ha aggiornato – in via del tutto eccezionale – i dati sulla mortalità tra il mese di marzo 2019 e quello 2020: il bilancio, specie nelle aree dei focolai più attivi, è nerissimo. La maggior parte dei decessi incrementali si è concentrata proprio qui dove, purtroppo, l’evoluzione della pandemia è stata registrata con forte ritardo.

Gli interventi di restrizione alla mobilità sono risultati tardivi e confusi e – secondo quanto denunciato da Istat – l’ospedalizzazione è stata eccessiva, il personale sanitario è stato travolto dai contagi ed è stato di conseguenza anche una causa involontaria aggiuntiva di diffusione del virus, mentre i centri di ricovero per anziani sono stati letteralmente falcidiati. In questa indagine, l’obiettivo dell’Istat è stato quello di analizzare nei Comuni italiani tutte le cause di morte nella prima parte del 2020, ampliandola da 1.084 a 1.450 Comuni.

Si tratta di una informazione statistica fondamentale perché permette di confrontare per una significativa selezione di Comuni italiani il numero totale dei decessi nelle quattro settimane dal 1-28 marzo 2020 con lo stesso periodo del 2019.

Coronavirus, dati Istat in Italia

I dati Istat in Italia in termini di mortalità, nei 1.450 Comuni analizzati, ha visto una crescita di ben 14.962 unità rispetto allo stesso periodo del 2019. Un incremento davvero ragguardevole, se si considera che esso è avvenuto in sole quattro settimane. L’area di Bergamo – Brescia, una delle più colpite da coronavirus, fa registrare un bilancio nerissimo: in 113 Comuni della provincia di Bergamo i decessi nel periodo 1-28 marzo sono aumentati di 3.281 unità rispetto allo stesso periodo del 2019. Se ne contano 474 in più a Bergamo città, 130 a Nembro, 110 ad Albino, 105 a Seriate, 95 ad Alzano Lombardo, 77 a Romano di Lombardia, 76 a Treviglio, 75 a Clusone, 74 sia a Dalmine sia a Brembate di Sopra.

Inoltre, in 90 Comuni della provincia di Brescia i morti incrementali sono stati 1.622, di cui 283 a Brescia città, 71 in più sia a Orzinuovi sia a Palazzolo sull’Oglio, 57 a Manerbio, 46 a Quinzano d’Oglio. In totale, in 203 Comuni censiti delle Province di Bergamo e Brescia si concentrano ben 4.903 decessi in più rispetto a marzo dello scorso anno: un’ecatombe. La situazione non è diversa nell’area lombardo-emiliana: nei 122 Comuni censiti dall’Istat delle Province di Lodi, Cremona, Piacenza e Parma si contano 2.751 morti in più nel periodo 1-28 marzo 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Coronavirus a Milano: i dati

I dati Istat aggiornati sono preoccupanti anche per la realtà della Provincia di Milano: nei 75 Comuni di questa provincia, per complessivi 1.313 decessi in più rispetto al periodo 1-28 marzo del 2019. Milano capoluogo conta soltanto 451 decessi in più, i rimanenti essendo distribuiti in diversi altri Comuni della provincia, da Mediglia a Sesto San Giovanni, a Cologno Monzese, a Bresso, a San Giuliano Milanese ed altri. Anche nelle aree al di fuori dei principali focolai, comunque, i numeri sono aumentati: Genova (+212 decessi); Novara (+65); Biella (+50), Verona (+49), Carrara (+45), Como (+41), Varese (+39), Imperia (+39), Monza (+38), Verbania (+31).

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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