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Coronavirus, fase 2 della Chiesa: come saranno messe e matrimoni

Anche la Chiesa si sta preparando alla fase 2 post emergenza coronavirus: le nuove modalità per messe e funerali.

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La Chiesa si prepara per la fase 2 dell’emergenza coronavirus facendo alcune proposte sulle nuove modalità di celebrazione delle messe, dei funerali, dei battesimi e dei matrimoni. Il sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana Ivan Maffeis ha infatti affermato la necessità di tornare ad abitare i luoghi sacri: “Il paese ne ha un profondo bisogno, c’è una domanda enorme e rispondere significa dare un contributo alla coesione sociale“.

Coronavirus: la fase 2 della Chiesa

I principi cardine di tutte le proposte è il distanziamento sociale, l’igienizzazione dei locali e l’uso dei dispositivi di protezione individuale. Fino al 3 maggio, data del termine delle restrizioni secondo l’ultimo DPCM, si potrebbe procedere con celebrazioni a cui sono presenti il numero minimo di persone.

Il prete, chi serve all’altare, un lettore, un cantore e un organista, come si è fatto per le funzioni della Settimana Santa.

In vista della nuova fase che si aprirà a inizio maggio, Maffeis ha spiegato che è in corso di definizione un percorso meno condizionato all’accesso e alle celebrazioni liturgiche per i fedeli.

Per quanto riguarda i funerali si prevede la possibilità di celebrarli solo con i familiari stretti. “Non possiamo lasciare che un’intera generazione e i loro familiari siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili“, ha affermato.

Stessa modalità anche per matrimoni e battesimi: l’idea è quella di far partecipare il minor numero di persone possibili, ridotte ai parenti più stretti. Sempre comunque mantenendo le distanze di un metro tra un individuo e l’altro e indossando, ove necessario, mascherine e guanti. In questo modo non si creeranno assembramenti e verrà garantito il rispetto delle norme anti contagio.

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