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Coronavirus, allarme Ministero a gennaio: medici lombardi non avvisati

Il Ministero avvisò del rischio di un'emergenza coronavirus in Italia a gennaio, ma i medici lombardi non hanno ricevuto alcuna indicazione.

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Il presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, ha affermato che, mentre il Ministero della Salute aveva lanciato a gennaio l’allarme alle regioni sul rischio di un’emergenza coronavirus in Italia, il personale sanitario non sarebbe mai stato avvisato né fornito di linee guida, arrivate solo dopo il primo caso di Codogno.

Coronavirus: l’allarme del Ministero a gennaio

La circolare ministeriale ha infatti data 23 gennaio 2020. Una volta ricevuta, i vertici della regione e in particolare l’assessore al Welfare Gallera ha provveduto a convocare una task force per elaborare un piano di prevenzione. Alla riunione tenutasi a Palazzo Pirelli hanno preso parte i responsabili delle aziende ospedaliere, quelli delle case di riposo e fino ad arrivare ai medici di famiglia.

Costoro e gli specialisti ospedalieri avrebbero dovuto ricevere delle linee guida su come agire in caso si manifestassero dei casi. Le indicazioni non sarebbero però mai arrivate a destinazione.

Non abbiamo mai avuto notizia dei lavori della task force. Peccato, abbiamo perso un mese per prepararci all’emergenza” ha lamentato l’ordine milanese dei medici. La macchina lombarda si è infatti messa in moto soltanto a distanza di un mese, quando cioè il lodigiano ha registrato il primo focolaio dell’infezione.

La prima circolare ricevuta dai medici di base risalirebbe al 23 febbraio, due giorni dopo il caso di Codogno. Ma l’organizzazione di tutte le strutture con gli strumenti di protezione ha comportato la perdita di ulteriori giorni. Tempo che si sarebbe potuto guadagnare sapendo con anticipo dei rischi.

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