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L’appello dei medici: “Mappare asintomatici o ondata di ritorno”

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Attraverso una lettera aperta ben 100 mila medici hanno voluto lanciare un appello alle autorità sanitarie nazionali e locali

medici coronavirus

Attraverso una lettera aperta ben 100 mila medici hanno voluto lanciare un appello alle autorità sanitarie nazionali e locali al fine di poter mappare tutti gli asintomatici e i paucisintomatici con l’intento di avviare i trattamenti terapeutici fin dall’inizio della malattia.

L’appello dei medici alle autorità

Sono circa 100 mila i medici “di tutte le specialità, e di tutti i servizi territoriali e ospedalieri sparsi in tutta Italia”, che hanno costituito un gruppo social per scambiarsi opinioni ed esperienze.

Secondo i medici, l’individuazione dei pazienti “asintomatici o paucisintomatici e tutti i familiari dei casi conclamati” di Covid-19, “è oltremodo indispensabile per non incorrere in un circolo vizioso, con ondate di ritorno dei contagi appena finirà il lockdown”. Proprio per questo motivo chiedono alle autorità sanitarie di “rafforzare il territorio, vero punto debole del Servizio sanitario nazionale“, con squadre di medici che possano curare anche chi ha piccoli sintomi a domicilio.

“Da quasi 2 mesi ormai ci stiamo scambiando informazioni sull’insorgenza della malattia causata dal Coronavirus, sul come contenerla, sul come fare, a chi rivolgersi, come orientare la terapia, come e quando trattarla, e siamo pressoché giunti alle stesse conclusioni: i pazienti vanno trattati il più presto possibile sul territorio, prima che si instauri la malattia vera e propria, ossia la polmonite interstiziale bilaterale, che quasi sempre porta il paziente in Rianimazione”.

Per poi aggiungere: “Il riconoscimento dei primi sintomi, anche con tamponi negativi (come abbiamo avuto modo di constatare nel 30% dei casi), è di pura pertinenza clinica e pertanto chiediamo di mettere a frutto le nostre esperienze cliniche, senza ostacoli burocratici nel prescrivere farmaci, tamponi, Rx e/o Tc, ecografia polmonare anche a domicilio, emogasanalisi, tutte cose che vanno a supportare la clinica, ma che non la sostituiscono“.

Proprio per questo motivo i medici chiedono “la possibilità di attivare squadre speciali di sanitari in tutte le Regioni, in maniera omogenea, senza eccessiva burocrazia, avvalendosi dell’esperienza di noi tutti nel trattare precocemente i pazienti, anche con terapie off label, alcune delle quali peraltro già autorizzate dall’ AIFA”.

Per poi aggiungere: “Lo chiediamo perché tutti gli sforzi fatti finora col distanziamento sociale, non vadano perduti, paventando una seconda ondata di ricoveri d’urgenza dei pazienti tenuti in sorveglianza attiva per 10-15 giorni, ma che non sono stati visitati e valutati clinicamente e che ancora sono in attesa di tamponi”.

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