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Coronavirus a Torino, il paziente al risveglio: “Voglio un ghiacciolo”

Ha suscitato stupore e commozione la richiesta fatta da un anziano paziente di coronavirus una volta risvegliatosi dalla terapia intensiva.

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Arriva dall’ospedale di Susa, in provincia di Torino, la storia di un anziano paziente affetto da coronavirus che una volta risvegliatosi dalla terapia intensiva ha chiesto come unico desiderio quello di poter mangiare un ghiacciolo all’arancia. Una richiesta insolita, ma che non ha potuto non scaldare il cuore dei medici dell’ospedale e del professore Lucio Leggio, responsabile del reparto Covid-19 dell’ospedale valsusino, che è subito corso in paese a recuperare l’agognato ghiacciolo per il paziente.

Coronavirus, il desiderio del paziente

Originario della provincia di Reggio Calabria ma trasferitosi per esigenze lavorative in Piemonte, una delle regioni dove l’emergenza coronavirus è causato maggiori disagi, il professor Leggio ha raccontato ai microfoni dei giornalisti: “Quando durante la visita gli ho domandato se stesse bene e avesse bisogno di qualcosa, mi ha fatto avvicinare con un cenno e senza esitazione, dopo un’odissea che l’ha portato ad un passo dalla morte, mi ha riferito il suo desiderio più grande.

Un ghiacciolo all’arancia”.

Di fronte a quella richiesta il medico non poteva certo tirarsi indietro: e così invece di recarsi a trovare i propri familiari a sessanta chilometri di distanza, il professor Leggio si è immediatamente recato nel supermercato più vicino all’ospedale per comprare non solo il tanto desiderato ghiacciolo, ma anche cornetti e gelati per tutti i pazienti e il personale ospedaliero: “Era il minimo che potessi fare il coronavirus ci ha insegnato l’importanza dei gesti più semplici.

E di fronte alla morte, anche mangiare un gelato assume tutto un altro significato”.

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