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Multati perché portavano la figlia a fare una visita: sanzione annullata

La sanzione per i genitori multati mentre portavano la loro figlia ad una visita in ospedale è stata annullata: giunte anche le scuse della Polizia.

Multati figlia visita

E’ stata annullata la sanzione per Alessandro e Francesca, i due genitori multati perché stavano portando la loro figlia ad una visita post trapianto: la pattuglia che li ha fermati per verificare se stessero rispettando le norme anti coronavirus aveva ritenuto che, essendo troppi in auto, dovessero essere segnalati all’autorità giudiziaria.

Il giorno seguente la Polizia si è scusata ritirando in deroga la sanzione.

Multati mentre portano la figlia ad una visita

I due si stavano recando da Grosseto a Pisa per una visita di controllo di Milena, 8 anni, dopo un trapianto di midollo osseo. Le forze dell’ordine, avendoli sorpresi in due in auto insieme all”altro figlio, hanno comminato loro una multa di 533 euro.

Alessandro ha provato a spiegare che la madre non se la sentiva di guidare perché è neopatentata e che la bimba vuole la mamma quando entra nel reparto di ospedale.

Ma non c’è stato nulla da fare. Così Alessandro ha fatto un video denuncia su Facebook raccontando l’accaduto, divenuto in poco tempo virale e arrivato fino alla stampa.

Il giorno dopo Alessandro ha fornito un aggiornamento sulla sua situazione.

Innanzitutto Cinzia Ricciardi, capo del dipartimento toscano della polizia stradale, ha portato alla famiglia le scuse da parte di tutta la Polizia e dal capo del commissariato di Piombino Walter Delfino. In più “grazie a Dio la sanzione sarà annullata in deroga“.

Nell’attesa della conferma scritta, ha poi spiegato la sua posizione sulla raccolta fondi che avrebbe potuto istituire per pagare la multa, data la crisi economica in cui versa la famiglia. Ha affermato di essere titubante perché si trattava di una questione di principio e non di soldi. “Comunque gli illuminanti che hanno donato sappiano che le loro donazioni verranno versate alle associazioni Agbalt onlus e Admo“, ha concluso.

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