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Coronavirus, 100 aziende tessili a Prato: “Riapertura immediata”

Coronavirus, a Prato 100 aziende tessili sono pronte a riaprire fin da subito, fissando a martedì 21 aprile la data della "fase 2".

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Coronavirus, a Prato 100 aziende annunciano: "Riapertura immediata"

Un effetto collaterale del coronavirus è lo stop all’economia. Un duro colpo che mette a repentaglio il futuro di milioni di lavoratori. Per questo, a Prato, 100 aziende tessili si dicono stanche e annunciano la riapertura immediata.. Nessuna intenzione di attendere ancora per la riapertura delle proprie attività: anziché lunedì 4 maggio, infatti, nella provincia toscana l’obiettivo è ripartire da martedì 21 aprile.

Sono state indirizzate ben cento email nella casella di posta della Prefettura di Prato su iniziativa di Confindustria locale. Così, le forze dell’ordine sono state allertate per evitare che da martedì 21 aprile si possano riaprire le aziende. Alle 16 di lunedì 20 aprile è fissato proprio in Prefettura un incontro coi rappresentanti di Confindustria Toscana Nord, nel corso del quale la questione sarà esaminata più nel dettaglio: presente anche il sindaco Matteo Biffoni.

Coronavirus, Prato: riapertura aziende

Come riportato dall’edizione online de ‘Il Tirreno’, i promotori di questa rivolta hanno predisposto due modelli per le comunicazioni di riapertura inviate alla Prefettura, uno per per i committenti, l’altro per i terzisti.

E si farebbe leva sulla: “Obsolescenza tecnica dei prodotti del settore del tessile e dell’abbigliamento che è pari a quella della filiera alimentare, in quanto attività fortemente stagionale; che il mancato rispetto dei tempi di consegna previsti dai singoli capitolati potrebbe esporre l’azienda a considerevoli penali e/o richieste di risarcimento danni difficilmente sopportabili dai conti economici aziendali già provati dall’emergenza”. Inoltre, si ricorda sempre nella missiva, sono già stati posti in essere: “Tutte le precauzioni e protocolli anti-contagio previsti sia dalla legislazione nazionale che regionale”.

E ancora, nella email si legge che il protocollo di sicurezza anti-contagio: “Sarà inviato alla Regione Toscana entro 5 giorni dalla riapertura; che l’ingresso dei dipendenti e collaboratori in azienda avverrà solo su base volontaria, senza nessun obbligo a carico del singolo dipendente; che la riapertura riguarderà solamente alcuni reparti produttivi essenziali, fermo restando che le altre attività rimarranno sospese o saranno effettuate in smart working”.

Le conseguenze penali

Nonostante il coronavirus, a Prato la riapertura delle aziende potrebbe essere vicina. Gli industriali – che restano tuttora anonimi – sono comunque consapevoli delle sanzioni penali in ci si può incorrere e, a tal proposito, evidenziano che: “Presso i locali aziendali accederà personale dipendente o terzi delegati per: realizzazione di campionari ed attività di prototipia; spedizione verso lavorazioni e contoterzisti di materie prime e di prodotti semilavorati per completare il ciclo produttivo di ordini acquisiti prima del 22 marzo 2020; ricezione in magazzino di beni e forniture relative ad ordini acquisiti prima del 22 marzo 2020; ultimazione delle fasi produttive interne relative ad ordini acquisiti prima del 22 marzo 2020”.

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