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Coronavirus al mare: Rezza chiarisce alcuni dubbi sul contagio

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Riaprire le spiagge e andare al mare durante il Coronavirus? Per il dottor Rezza è sicuro e fattibile solo ad alcune condizioni.

Al mare col Coronavirus, Rezza chiarisce alcuni dubbi
Il mare è veicolo di Coronavirus? Il dottor Gianni Rezza risponde ad alcuni dubbi.

La questione vacanze al mare col Coronavirus è il tema più dibattuto di recente, il dottor Gianni Rezza ha voluto chiarire alcuni punti fondamentali. Molti si chiedono, infatti, se sabbia e acqua possano essere veicolo di contagio, dato che il virus resiste in alcune condizioni.

Rezza: “Al mare con ragionevolezza”

Il direttore del reparto malattie infettive dell’Iss (Istituto Superiore della Sanità), ci ha tenuto a specificare la resistenza del Coronavirus sulla sabbia e nell’acqua marina.

Secondo lui non ci sarebbero pericoli di sorta: “La diluizione garantita dal mare risolve il problema”, ha detto, “Non è che sedendosi sulla spiaggia, o facendo il bagno si rischi di essere infettati. Pensare che se si mette una mano sulla sabbia e poi la si porti al viso si possa essere contaminati mi sembra fantascientifico”.

Il problema di fondo, secondo Rezza, è il distanziamento sociale e la garanzia che di questo.

La vera pericolosità del Coronavirus in periodo vacanze si traduce nell’affollamento delle spiagge, anche se quest’anno molti italiani dovranno fare i conti con la mancanza di lavoro e ferie, oltre che con la crisi economica.

Coronavirus in spiaggia

“La responsabilità delle scelte non può essere degli epidemiologi ma della politica. Premesso che non spetta a me decidere, le cose stanno andando abbastanza bene”, ha dichiarato Gianni Rezza, “Penso che se il quadro continuerà a migliorare, come ci attendiamo, si possa trovare un modo ragionevole sul quando riaprire le spiagge per garantire la stagione turistica e le necessità di contrasto al Covid 19″.

Il sindaco di Riccione aveva proposto di riaprire le spiagge con numero chiuso e ombrelloni adeguatamente distanziati, secondo Rezza questa ipotesi sarebbe molto sensata ma bisognerebbe dotare tutti i dipendenti di mascherine e prevedere servizi all’ombrellone. “Per un epidemiologo in via teorica tutto quello che ostacola la diffusione di droplets è positivo. Ma è confortevole? O è più confortevole stare distanziati?”, ha dichiarato in merito alla questione box in plexiglass.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine.

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