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Riapertura dei negozi nelle città: l’idea dell’architetto Stefano Boeri

Stefano Boeri - l'architetto del Bosco Verticale di Milano - delinea un'idea per la riapertura dei negozi nelle città italiane dopo il coronavirus.

stefano boeri
stefano boeri

Mentre il governo inizia a delineare il piano di riapertura e a stabilire quali possibili attività potranno riprende dal 4 maggio, Stefano Boeri lancia la sua idea sulla riapertura dei negozi. Infatti, dopo la pandemia del coronavirus, le città pi+ densamente popolate verranno progressivamente svuotate.

Questo dapprima in Inghilterra, ma secondo l’architetto, “succederà anche in Italia”. Dunque, “chi ha una seconda casa ci si trasferirà o ci passerà periodi più lunghi. Ma questo processo andrà governato”.

I negozi, inoltre, dovranno essere trasposti all’aperto perché “lo spazio chiuso è pericoloso in caso di pandemia“, ma anche lì “bisognerebbe togliere le tassazioni per chi occupa uno spazio esterno”. E infine, lancia un appello: “Usiamo le piazze, facciamo una campagna ‘venite nelle piazze italiane a fare cultura’, abbiamo così tanti festival, concentriamoli tutti a settembre”.

Stefano Boeri sulla riapertura dei negozi

Via libera ai balconi verdi come si vede nel periodo di quarantena a Milano “e logge, terrazzi, perché il balcone è uno spazio vitale”. Stefano Boeri, l’ideatore del Bosco Verticale rilancia la sua idea sulla riapertura dei negozi nelle città: “Tutti hanno capito che il verde è un tema importante”, perciò “servirebbe una campagna per facilitare la dispersione, e anche una ritrazione dall’urbano, per lasciare spazio ad altre specie viventi”.

Quello che chiede Boeri, in un’intervista per La Repubblica, è la definizione di un piano nazionale per la riqualificazione di paesi e piccoli centri abbandonati.

Con i dati alla mano, Boeri delinea lo scenario italiano delle città che piano piano si svuoteranno. “Ci sono 5800 centri sotto i 5 mila abitanti, e 2300 sono in stato di abbandono. Se le 14 aree metropolitane adottassero questi centri, con vantaggi fiscali e incentivi… E già ci sono luoghi meravigliosi dove ti danno la casa in un centro storico a un euro, in Liguria, e lungo la dorsale appenninica”.

Bisognerà, in questo senso, valutare anche le concause , ovvero i dati sulle polveri sottili, per cui “la fragilità polmonare di chi vive in aree ad alta densità di particolato, è facilmente assimilabile al contagio”, ha poi aggiunto l’architetto. Da ora in poi, quindi, “nelle città serve un progetto che parta dalla riduzione forte delle auto, e quindi della sezione stradale, e un deciso passaggio all’elettrico, con incentivi, rottamazioni”.

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