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24enne morto in casa aspettando il tampone: aveva una malattia cronica

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Un 24enne di Genova, affetto dal morbo di Crohn, è morto in casa attendendo l'esito del tampone per accertare la positività al coronavirus.

coronavirus genova 24enne
coronavirus genova 24enne

Un 24enne di Genova sospettato di essere positivo al coronavirus è morto in casa. Il ragazzo soffriva soffriva della malattia di Crohn (una patologia cronica), ma la Regione non gli ha mai concesso il tampone per la verifica della positività.

Genova, 24enne morto in casa

La mattina del 23 aprile a Genova è morto per coronavirus un 24enne. Il ragazzo soffriva da tempo del morbo di Crohn, una malattia cronica che ha inciso sulla sua condizione fisica, ma che non sembra essere stata sufficiente per le autorità liguri per accelerare l’esito del suo tampone.

Il 24enne da cinque giorni accusava febbre alta e mal di testa, tra i sintomi più frequenti del virus che hanno spinto il suo medico curante a richiedere un urgente tampone per verificare la sua positiva al covi-19, ma dalla regione è arrivato un sonoro rifiuto.

Sul posto sono intervenuti, oltre al medico curante, gli agenti del commissariato e i medici del 118, con le vestizioni indispensabili in caso di sospetto coronavirus. Il tampone sarà effettuato post mortem.

Il medico aveva notato che alcuni dei sintomi della malattia cronica di cui era affetto erano peggiorati nonostante le terapie prescritte (dolori addominali e vomito, in modo particolare) e per questo motivo aveva subito allertato genitori e autorità sanitarie locali affinché venisse accertata con un tampone la presenza di un altro agente patogeno che potesse spiegare le sue condizioni, come il covid-19.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Maurizia Rimini
24 Aprile 2020 10:35

Come si fa a commentare? Al portiere dell’atalanta ne hanno fatti 3 di tamponi e se è positivo è perché non ha rispettato la quarantena…

Corrado
24 Aprile 2020 10:55
Risponde a  Maurizia Rimini

Semplicemente perché viviamo nello Stato Sbagliato dove il ladro è fuori è il poliziotto lo arrestano dove i carabinieri invece di tutelarci ci perseguitano dove un malato vero può morire è invece un calciatore del cazzo che non serve a nulla perché non è che ha studiato per fare il calciatore ma bensì da tutti gli italiani pecore ne stata esaltata la figura talmente tanto da creare dislivelli in tutto il mondo èd in fine un ragazzo indifeso ne fa le spese stato di merda dovrai pagare tutte ste morti che hai causato perché è solo colpa tua .

Gio
30 Aprile 2020 06:02
Risponde a  Corrado

Piuttosto dovresti dire Regione di mer.a, perché in Liguria si sono fatti meno tamponi, per numero di abitanti, che in qualsiasi altra regione del nord.Ringraziamo Toti (l’orso Bubu).

Emma Carnevalini
24 Aprile 2020 14:22

Questo non doveva accadere. Se non è stato aiutato è una cosa veramente grave. Non ci possono essere che commenti negativi.
Se veramente era un politico, o un figlio di chissà chi, sarebbe stato subito ricoverato. Questo è un omicidio. Poi un ragazzo così giovane.

valentina bianchi
24 Aprile 2020 16:05

Perché nessuno lo ha portato in pronto soccorso? Io non aspetterei il medico di base..l’ats e chissà chi!! Lo infili in auto e si porta in pronto soccorso se l’ambulanza non lo porta …loro hanno i mezzi per valutare la gravità e per intervenire..non si può aspettare a casa!! Purtroppo fiducia nelle istituzioni zero!! Siamo in Italia…in Lombardia vogliono riaprire ma ci rendiamo conto?? Non siamo per nulla organizzati.. sarà una strage ma loro pensano all’estate…al mare ai ristoranti e sti cazzi!!! L’Europa che si dia da fare a trovare soldi e altre soluzioni

Giuliano Giuliani
26 Aprile 2020 04:58

I tamponi li fanno a chi gli pare. Ma possibile che in Italia un lavoratore pubblico puo’ decidere tutto e il contrario di tutto e non puo’ essere mai soggetto a controllo. Un normale cittadino deve solo supplicare? Mi presentano una bara chiusa e non posso accertare chi c….o c’è dentro? Anche perché con il casino che hanno fatto dentro potrebbe esserci chissa’ chi. Io davanti ad una ipotetica bara con dentro chi sa chi la apro e se “IL PUBBLICO UFFICIALE” me lo impedisce gli spacco la faccia

Rosella
27 Aprile 2020 01:07

Povero ragazzo e famiglia non ci sono parole per commentare una terribile ingiustizia. Viviamo in uno stato ingiusto.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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